Tempo di lettura: 3 minuti

La rabbia esplode tra gli abitanti di via Napoli, ancora alle prese con le conseguenze della forte scossa di terremoto del 31 luglio. Case lesionate, famiglie sgomberate e cittadini che denunciano di aver trascorso intere giornate all’aperto, trovando riparo soltanto sotto i gazebo della Protezione Civile.

Ora i residenti chiedono risposte immediate e lanciano un appello alle istituzioni: mettere in sicurezza le abitazioni e garantire una sistemazione dignitosa a chi non può rientrare a casa.

“Non ne possiamo più. Vogliamo la messa in sicurezza delle nostre case e un tetto sotto il quale dormire”, è il grido degli abitanti della zona.

“Dopo la scossa siamo rimasti fuori dalle nostre case”

“Dopo la tremenda scossa del 31 luglio abbiamo passato intere giornate fuori dalle nostre case, al riparo solo sotto i gazebo della Protezione Civile. Abbiamo case lesionate e danneggiate e in moltissimi abbiamo avuto lo sgombero”.

La richiesta è quella di predisporre soluzioni temporanee che consentano alle famiglie di affrontare l’emergenza in condizioni più sicure.

“Cosa vogliamo? Una soluzione immediata, delle tende dove ripararci la notte e la messa in sicurezza delle nostre case. È mai possibile che lo Stato lasci centinaia di persone in mezzo alla strada?”.

Rimossi i gazebo, esplode la protesta

A far aumentare ulteriormente la tensione sarebbe stato quanto accaduto nelle ultime ore sul lungomare di via Napoli. Secondo quanto raccontano i residenti, la Protezione Civile avrebbe inizialmente rimosso i gazebo utilizzati come riparo.

“Ieri sera la nostra rabbia è esplosa. La Protezione Civile ha rimosso quel poco di tutela che ci era rimasta, togliendo i gazebo sul lungomare di via Napoli. Alla nostra richiesta di montare le tende per darci riparo dopo una giornata di maltempo, la risposta è stata quella di rimontare gli stessi gazebo rimossi poche ore prima. È così che lo Stato ci tratta? Senza un minimo sostegno?”.

“Il CAS non basta, vogliamo una soluzione”

Il problema riguarda anche la possibilità di trovare autonomamente un’altra abitazione. I residenti sottolineano il costo elevato degli affitti e ritengono insufficiente, per numerosi nuclei familiari, il Contributo di autonoma sistemazione (CAS).

“Vogliamo interventi immediati e soluzioni concrete. Gli affitti sono alle stelle e il CAS non è sufficiente per moltissime famiglie. Vogliamo ora una casa e una soluzione al nostro problema. A via Napoli stiamo soffrendo e vogliamo soluzioni immediate”.

Un appello netto, dunque, rivolto alle istituzioni affinché vengano individuate rapidamente sistemazioni adeguate per gli sfollati e avviati gli interventi necessari per la messa in sicurezza degli edifici danneggiati.