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La cronaca giudiziaria e la cronaca politica stamattina passano in secondo piano. Non ci riescono a gettare ombra sulla città oplontina.

Perchè oggi Torre Annunziata ci restituisce una storia bellissima. Un fatto ordinario che diventa straordinario e ricco di speranza se i protagonisti sono dei bimbi che arrivano da una città difficile da vivere e in cui crescere.

Tre amici del cuore, dodicenni, raggiungono con le loro bici il porto di Torre Annunziata. Al mattino l’acqua è più pulita per i tuffi. Ma oggi non li fanno, scorgono tra la folla un portafogli incustodito e si ricordano di quando i carabinieri del comando di Torre Annunziata hanno fatto lezione di legalità nella loro scuola.

Hanno subito saputo cosa fare. Con i costumini ancora asciutti, le infradito, ripercorrono in bici la strada che dal porto porta alla Caserma e chiedono del “comandante che è venuto a scuola”. Aspettano il loro “amico carabiniere” e consegnano con orgoglio il portafogli. In caserma si emozionano tutti.

I militari risalgono subito al cittadino distratto e riescono a riconsegnare il portafogli al titolare. Per i tre ragazzi è stato un gesto normale, dettato da quello che avevano imparato sui banchi.

Quando abbiamo ascoltato i carabinieri ci riferiscono che lo hanno sempre saputo, che per ” rinascere bisogna partire dai più piccoli”.

In una città che troppo spesso finisce sulle pagine per le notizie negative, un episodio così semplice vale più di mille dichiarazioni.

Mostra che l’educazione alla legalità, quando arriva a scuola, lascia il segno e diventa pratica quotidiana. Sono bastate poche parole dei carabinieri mesi fa per attivare oggi una scelta precisa.

Pedalare fino in caserma, bussare, parlare e fare il proprio dovere. E così in una afosa mattinata di agosto arriva una luce dopo mesi di buio per la città di Torre. Una luce che abbiamo il dovere di non spegnere