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Carmine è tornato nella sua Benevento. Quel desiderio che aveva espresso nei giorni più difficili, e che aveva mobilitato familiari, amici e il mondo ultras giallorosso, è diventato realtà. Da ieri il tifoso sannita che sta combattendo la battaglia più dura della sua vita si trova all’ospedale San Pio di Benevento, dove è stato trasferito dopo il ricovero ad Aversa.

Una notizia che assume un significato enorme per Carmine e per la sua famiglia, anche se il quadro clinico resta purtroppo drammaticamente grave. Carmine è stato ricoverato presso il reparto di Onco-Ematologia e, secondo quanto riferito dalla famiglia agli ultras che questo pomeriggio si sono recati al San Pio per fargli sentire ancora una volta la propria vicinanza, l’accoglienza ricevuta nell’ospedale beneventano è stata caratterizzata da grande professionalità, umanità ed empatia. Nelle prossime ore è previsto l’inizio delle cure in Rianimazione, nella speranza che il suo organismo possa reagire e che si possa aprire uno spiraglio in una situazione che continua ad essere estremamente delicata. Al San Pio, questo pomeriggio, sono arrivati anche gli ultras del Benevento, gli stessi che nei giorni scorsi erano stati al fianco di Carmine e della sua famiglia durante il ricovero ad Aversa.

Una presenza che, spiegano, va ben oltre il calcio e il tifo.

“Per noi non è soltanto una questione di tifo. È mentalità ultras. È esserci quando le cose vanno bene, ma soprattutto quando la vita mette davanti una difficoltà. È non voltarsi dall’altra parte. È stare accanto a uno dei nostri senza chiedere nulla in cambio”.

Dietro una curva, una sciarpa e i colori giallorossi, sottolineano, ci sono “valori, appartenenza, fratellanza e solidarietà”. Gli stessi valori che li hanno portati ancora una volta accanto a Carmine. Particolarmente sentito anche il ringraziamento rivolto al personale dell’ospedale San Pio. La famiglia ha raccontato dell’attenzione e delle «cure amorevoli» ricevute da Carmine sin dalle prime ore successive al trasferimento.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla dottoressa Valeria Amico, alla dottoressa Martina Romano e al dottor Giorgio Gramazio, per la professionalità e la disponibilità dimostrate e, soprattutto, per l’umanità con la quale stanno accompagnando Carmine e i suoi familiari in queste ore così difficili. Parole di gratitudine anche per Anna Di Ponte, che si è occupata del percorso necessario al trasferimento e ha contribuito concretamente a creare le condizioni affinché Carmine potesse finalmente tornare a Benevento.

Ma il grazie degli ultras e della famiglia è rivolto all’intero reparto: ai medici, agli infermieri, agli operatori sociosanitari e a tutte le persone che in queste ore si stanno prendendo cura del tifoso sannita.

“Grazie per averlo accolto come uno di noi”, è il messaggio.

Una gratitudine estesa all’intero Ospedale San Pio e alla Direzione Sanitaria, per aver ascoltato le richieste della famiglia e aver messo a disposizione competenze, professionalità e assistenza.

Perché, soprattutto nei momenti più difficili, dietro reparti, protocolli e strutture sanitarie ci sono prima di tutto persone. E la famiglia di Carmine ha voluto sottolineare proprio l’umanità incontrata dal momento del suo arrivo a Benevento.

Ora, però, comincia un’altra battaglia.

Le condizioni restano gravissime e nessuno può sapere quale sarà la risposta alle cure. Ma Carmine è riuscito almeno a realizzare quel desiderio che aveva manifestato dopo essersi risvegliato dal coma: tornare nella sua terra.

Lo aveva chiesto nei giorni scorsi, quando si trovava ancora ad Aversa. In quelle stesse ore aveva coronato anche l’altro suo grande desiderio, sposando in ospedale Marcella, la donna che ama.

Adesso è a Benevento.

Vicino alla sua famiglia, alla sua gente e a quei colori giallorossi che hanno accompagnato tutta la sua vita.

E gli ultras, ancora una volta, gli lanciano il loro messaggio: “Carmine, lotta. Finalmente sei tornato nella tua terra. Ora lotta con tutta la forza che hai. Benevento è con te. La tua gente è con te. La Strega è con te. Forza Carmine”.

Una città intera, adesso, continua a sperare insieme a lui.