Perché non si è imboccata prima questa strada?
È la domanda che pone oggi il sindaco di Pellezzano Francesco Morra, da tempo in campo per difendere anche il suo territorio comunale dal le conseguenze dell’inquinamento prodotto dalle fonderie. Il suo interrogativo precede una vigilia importante per il futuro dello stabilimento produttivo: domani, 26 agosto, la Conferenza dei Servizi sarà chiamata a esprimere il parere definitivo sul progetto di riconversione green dello stabilimento.
Per il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra, la questione non è mai stata astratta. Lo stabilimento confina con le zone residenziali del Comune, e per lungo tempo la discussione pubblica si è trasformata in una contrapposizione durissima:
da una parte la tutela della salute e dell’ambiente, dall’altra la difesa del lavoro e dei livelli occupazionali.
Una frattura che ha alimentato tensioni, ricorsi, provvedimenti giudiziari, richieste di chiusura e ipotesi di delocalizzazione. Nel frattempo, però, la produzione è andata avanti con tecnologie tradizionali, mentre il territorio viveva un conflitto tra due diritti fondamentali.
Oggi il quadro sembra mutato. Il progetto presentato dall’azienda prevede ammodernamento degli impianti, superamento del coke e l’introduzione di tecnologie elettriche capaci – secondo le valutazioni preliminari – di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale.
Ed è qui che nasce l’interrogativo del sindaco: “perché questa strada non è stata imboccata prima, con decisione? Se oggi l’innovazione consente di produrre in modo più sostenibile, quanto tempo è stato perso? Morra non anticipa giudizi sull’efficacia del progetto: saranno gli enti competenti, domani, a valutarne la sostenibilità reale. Ma la riflessione resta: per anni si è combattuta una guerra tra cittadini preoccupati per la salute e lavoratori preoccupati per il futuro.
Una guerra che, forse, poteva essere evitata se l’innovazione fosse stata considerata prima come una possibilità di futuro”.

















