È un Clemente Mastella a tutto campo quello che questa mattina ha parlato nel corso dell’Aperifestival, incontro di apertura della 47esima edizione di “Città Spettacolo”. Il primo cittadino ha toccato diversi temi, in primis i miasmi che continuano a tormentare il territorio sannita.
“Oggi ho sentito il mio collega di Pietrelcina – ha detto il sindaco di Benevento – che ha parlato di mobilitazione popolare per i miasmi. Ma se la Procura è in campo e dovrà decidere, che mobilitazione fare? Non dipende da me, dal Comune, da altri e da nessuno. Vediamo quello che sarà il responso. Certo che è ossessivo avere questi miasmi sotto casa, ma non chiedete a noi. Quello che andava fatto lo abbiamo fatto”.
Mastella, poi, ha colto l’occasione per fare il punto sull’episodio che si è verificato ieri sera al corso Garibaldi, con il ferimento di due persone e il fermo di un ragazzo extracomunitario di 19 anni.
“Ho chiesto al Prefetto –ha spiegato il sindaco – di convocare una riunione del Comitato per la sicurezza. Io sono credente e ho sempre spiegato a me stesso e agli altri che il popolo ebreo era di migranti. Mi ha fatto piacere che il Papa, l’altro giorno, abbia ricordato che ci sono prima le persone e poi i confini. Ho chiesto al Prefetto di convocare al Comitato per la sicurezza anche il rappresentante della comunità musulmana di Benevento.
Occorre spiegare loro che, se si comportano male i ragazzini di terza generazione, come accade nelle banlieue francesi, il rischio è quello che i migranti non arriveranno più. Se invece ognuno rispetta l’altro, c’è un vantaggio per tutta la comunità. Diciamo la verità: in Italia nessuno vuole più fare certi lavori, tranne i migranti, che vanno regolarizzati. Non è che tutti possono essere presi. Caliamo demograficamente e l’economia va a farsi benedire”.
Inevitabile anche un passaggio sulle polemiche che hanno accompagnato la scelta, per questioni di sicurezza, di chiudere in anticipo gli esercizi commerciali nei pressi di piazza Cardinal Pacca in occasione degli eventi in cartellone di Città Spettacolo.
“Io capisco se accadesse tante volte durante l’anno – ha sottolineato Mastella – ma lì si fanno tre spettacoli, non 53. È successo il finimondo. Ripeto: tre. Studi medici e comitati hanno protestato come se ogni giorno ci fossero eventi. Dopo 50 anni ho le spalle larghe e vado avanti. Per tre sere di disagi sembra che cada l’economia della città, con conseguenze drammatiche. Lo dico perché chi legge sui social percepisce una Benevento che non è così.
È una città strana. Abbiamo portato lì tre eventi e all’inizio era addirittura solo uno con il disagio che sarebbe stato ridotto al minimo, ma al Teatro Romano potevano sorgere dei problemi per le vie di fuga e abbiamo preferito spostare la location di altri due spettacoli”.



















