A pochi giorni dalla sua decadenza e dalla nomina del Commissario prefettizio Gradone, il sindaco uscente di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino, ha affidato a una lunga lettera le sue riflessioni sull’epilogo dell’amministrazione. Nel testo, diffuso pubblicamente, il primo cittadino rivendica la scelta di non cedere a pressioni che definisce “inopportune e non accoglibili”, ribadendo che «la dignità non ha prezzo» e che ogni decisione è stata assunta nel rispetto della legalità.
Paolino parla di un percorso amministrativo complesso, interrotto – secondo la sua versione – da forzature provenienti da una consigliera comunale. Sostiene di aver preferito lasciare l’incarico piuttosto che accettare richieste che riteneva incompatibili con il ruolo istituzionale. Ringrazia i cittadini che gli hanno manifestato solidarietà e avverte che il gesto dei consiglieri potrebbe trascinare il Comune in una fase delicata.La decadenza è arrivata con la firma di nove consiglieri comunali davanti al notaio, atto che ha determinato l’immediata cessazione del mandato.
Nella sua lettera, Paolino ricorda anche il lavoro svolto nei quindici mesi di amministrazione: il risanamento finanziario, la riattivazione di cantieri fermi, l’ottenimento di nuovi finanziamenti e gli interventi sulla macchina comunale. Sottolinea inoltre il percorso avviato per evitare lo scioglimento dell’Ente nell’ambito dell’art. 143 TUEL, ora interrotto con la fine anticipata del mandato.
Il Comune entra così in una nuova fase, affidato alla gestione commissariale, mentre il sindaco uscente consegna alla città il suo ultimo messaggio pubblico, con cui rivendica il lavoro svolto e spiega le ragioni della crisi che ha portato alla conclusione dell’esperienza amministrativa.
Paolino parla di un percorso amministrativo complesso, interrotto – secondo la sua versione – da forzature provenienti da una consigliera comunale. Sostiene di aver preferito lasciare l’incarico piuttosto che accettare richieste che riteneva incompatibili con il ruolo istituzionale. Ringrazia i cittadini che gli hanno manifestato solidarietà e avverte che il gesto dei consiglieri potrebbe trascinare il Comune in una fase delicata.La decadenza è arrivata con la firma di nove consiglieri comunali davanti al notaio, atto che ha determinato l’immediata cessazione del mandato.
Nella sua lettera, Paolino ricorda anche il lavoro svolto nei quindici mesi di amministrazione: il risanamento finanziario, la riattivazione di cantieri fermi, l’ottenimento di nuovi finanziamenti e gli interventi sulla macchina comunale. Sottolinea inoltre il percorso avviato per evitare lo scioglimento dell’Ente nell’ambito dell’art. 143 TUEL, ora interrotto con la fine anticipata del mandato.
Il Comune entra così in una nuova fase, affidato alla gestione commissariale, mentre il sindaco uscente consegna alla città il suo ultimo messaggio pubblico, con cui rivendica il lavoro svolto e spiega le ragioni della crisi che ha portato alla conclusione dell’esperienza amministrativa.




















