Un milione di metri cubi di materiale da smassare, numerosi pneumatici andati a fuoco, operazioni di spegnimento destinate a proseguire a lungo e soprattutto l’attesa per conoscere le concentrazioni di diossine e degli altri inquinanti dispersi nell’aria. È il quadro emerso dalla riunione di coordinamento convocata in Prefettura dopo il violento incendio divampato nell’impianto di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti nella zona industriale di Airola.
Al vertice hanno partecipato Provincia, sindaci dei territori coinvolti, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Regione Campania, Asl e Arpac, oltre alla Prefettura di Avellino per il possibile interessamento di alcuni comuni irpini.
Spegnimento difficile: in azione anche un robot
Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco ha spiegato che le operazioni sono ancora in corso. Per raggiungere i focolai vengono impiegati mezzi movimento terra per lo smassamento dei rifiuti, quattro autobotti e persino un robot, necessario per penetrare nell’area resa inaccessibile dalle fiamme e dal rischio di collasso del capannone.
I tempi si annunciano lunghi. Nell’impianto si trovano infatti circa un milione di metri cubi di materiale, compresi numerosi pneumatici indicati come la principale causa dell’imponente colonna di fumo nero sviluppatasi durante l’incendio.
Resta ancora da chiarire l’origine del rogo: al momento non è possibile stabilire se le fiamme si siano sviluppate dall’interno oppure siano state innescate dall’esterno.
Diossine, risultati attesi giovedì
L’attenzione adesso è concentrata soprattutto sulle possibili conseguenze ambientali. L’Arpac sta monitorando diossine e altri inquinanti atmosferici potenzialmente dispersi dal rogo. Nell’area sono stati installati campionatori passivi e sarà inviato anche un laboratorio mobile capace di misurare le concentrazioni orarie degli inquinanti.
I primi risultati delle analisi sono attesi non prima della tarda mattinata di giovedì 3 settembre.
L’Asl di Benevento, sulla base dell’andamento dei venti, ha intanto avviato una prima mappatura del territorio. L’area presa in considerazione si estende dai 500 metri fino a 3 chilometri dal luogo dell’incendio, con l’obiettivo di individuare aziende agricole e zootecniche potenzialmente interessate e sottoporle successivamente a controlli.
La Regione ha inoltre attivato una squadra di volontari per scongiurare la propagazione di piccoli focolai nella vicina area boschiva.
In attesa dei risultati delle analisi, l’Asl fornirà ai Comuni indicazioni precauzionali sui comportamenti da adottare per tutelare la salute dei cittadini.
Intanto i sindaci hanno condiviso la volontà di chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Regione Campania la dichiarazione dello stato di calamità, alla luce delle possibili pesanti conseguenze ambientali, economiche e sociali provocate dall’incendio.


















