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Il progetto pilota “Turismo delle Radici – Ritorno alle Antiche Dimore Irpine tra Conservazione e Innovazione” (R.A.D.I.C.I.) entra nella fase operativa. Questa mattina, a Palazzo Caracciolo, sono state sottoscritte le convenzioni con i Comuni coinvolti nelle prime due linee di intervento: “Green Communities Eco Smart Borghi” e “Valorizzazione del Cammino di Guglielmo”.

Un passaggio atteso, che punta a trasformare le risorse già disponibili in interventi concreti sui territori, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività turistica dell’Irpinia, recuperare i borghi e valorizzare il patrimonio legato alla storia dell’emigrazione.

Per la Linea 1 – Eco Smart Borghi sono coinvolti Castelvetere sul Calore, Chiusano di San Domenico, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Pratola Serra, Salza Irpina, San Mango sul Calore, Santo Stefano del Sole, Santa Paolina e Volturara Irpina.

La seconda linea interessa invece Chianche, Petruro Irpino, Torrioni e Tufo, nell’ambito dell’intervento dedicato al complesso delle ex miniere di zolfo Di Marzo, denominato “Mulino Giardino”.

«Le progettazioni si trovavano ancora all’anno zero, ma finalmente questa mattina si avvia tutto attraverso la sottoscrizione della convenzione», ha spiegato il presidente della Provincia di Avellino, Fausto Picone, sottolineando come l’obiettivo sia anche quello di arrivare alla rendicontazione dei circa 2,5 milioni di euro previsti, condizione necessaria per puntare a una possibile premialità nel 2027 e consentire l’eventuale coinvolgimento di altri Comuni.

Sul fronte del Cammino di Guglielmo, Picone ha ricordato i due interventi principali: il Museo degli Emigranti nell’ex Carcere Borbonico di Avellino, per il quale è già stato pubblicato il bando di progettazione da circa 350mila euro, e il recupero del Mulino Giardino, nell’area delle ex miniere di zolfo di Tufo.

Eco Smart Borghi: energia, servizi e recupero dei centri storici

A entrare nel dettaglio del progetto è stato Carmine De Angelis, sindaco di Chiusano di San Domenico e consulente giuridico della Vicepresidenza del Consiglio dei Ministri.

Dopo l’approvazione da parte del CIPES e l’accordo di programma tra Ministero e Provincia, soggetto attuatore, «adesso andiamo a rendere concreto sui territori gli interventi».

La prima fase riguarda proprio gli Eco Smart Borghi, con Chiusano di San Domenico come Comune capofila. Il programma prevede interventi per la realizzazione di comunità energetiche, efficientamento degli edifici, abbattimento delle barriere architettoniche, nuovi servizi di accoglienza, hub di ristoro e strutture ricettive, oltre a opere per la salvaguardia e la riqualificazione dei borghi.

Una strategia che punta anche a ridurre i consumi e, di conseguenza, la spesa corrente sostenuta dalle amministrazioni comunali.

L’obiettivo indicato da De Angelis è raggiungere il target di 2,2 milioni di euro, già trasferiti dal Ministero degli Esteri, così da poter accedere a una possibile premialità pari al 20% della spesa complessivamente erogata.

Il Cammino di Guglielmo guarda al turismo lento

Particolare attenzione viene riservata al Cammino di Guglielmo, considerato uno degli asset strategici per lo sviluppo del turismo lento in Irpinia.

«Sta avendo un successo enorme», ha sottolineato De Angelis, annunciando che il progetto sarà presentato il 18 e 19 settembre agli Stati Generali del Ministero della Cultura.

Il percorso, nato inizialmente dall’adesione di due Comuni, oggi mette in rete 32 Comuni e tre regioni, con un crescente interesse da parte dei pellegrini e dei camminatori.

L’obiettivo è costruire attorno al percorso una rete di servizi, strutture ricettive e punti di accoglienza capace di trasformare il turismo dei cammini in una concreta opportunità economica per le aree interne.

Complessivamente sono previsti 90 milioni di euro di investimenti, con 70 milioni provenienti dal Ministero degli Affari Esteri e 20 milioni destinati dal Ministero dell’Interno al potenziamento della sicurezza.

Accanto agli Eco Smart Borghi e al Cammino di Guglielmo, il programma prevede infatti la riqualificazione dello snodo ferroviario di Avellino, destinato a diventare un hub di interscambio ferro-gomma con servizi come bike sharing, car sharing e railbike, oltre al recupero della stazione e degli edifici storici per finalità turistiche.

L’ultima grande direttrice riguarda la Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, ferrovia turistica da rilanciare attraverso la rifunzionalizzazione della linea e del treno storico, la realizzazione della ferrociclovia, nuovi collegamenti con gli attrattori culturali e naturalistici e una rete integrata con il Cammino di Guglielmo.

Un progetto complessivo che prova così a mettere insieme memoria, borghi, mobilità sostenibile e turismo lento, trasformando il patrimonio dell’Irpinia e la storia della sua emigrazione in strumenti concreti di sviluppo per le comunità locali.