Continua a suscitare reazioni la decisione del vescovo di Salerno, monsignor Andrea Bellandi, di mantenere un turn‑over costante tra i parroci della diocesi. Una linea che, pur motivata da criteri pastorali e organizzativi, sta generando proteste sempre più visibili in diversi quartieri della città.
Questa volta ad insorgere è la comunità della chiesa Gesù Redentore, dove i fedeli si sono mobilitati per chiedere che don Ciro Torre resti alla guida della parrocchia. Nei volantini affissi nel quartiere compaiono frasi nette, che raccontano un disagio profondo: “Giù le mani da Don Ciro”, “Non toglieteci il nostro pastore”, “La comunità non è un numero da spostare”. Passaggi che esprimono la paura di perdere un riferimento quotidiano, percepito come presenza costante e sostegno per famiglie, giovani e anziani.
La protesta di Gesù Redentore si inserisce in un quadro più ampio. Una delle battaglie più aspre contro il turn‑over si era combattuta infatti presso la parrocchia di San Pietro, nel centro di Salerno, dove petizioni, volantini e centinaia di firme non erano riuscite a fermare il trasferimento del parroco. Diverso invece l’esito al parco Arbostella, unico caso in cui i fedeli hanno ottenuto una vittoria: la decisione di far ritornare il sacerdote che era stato trasferito . Il caso di don Ciro Torre conferma che ogni avvicendamento non è solo una scelta amministrativa, ma tocca legami identitari e affettivi che molte comunità difendono con forza. E mentre la diocesi prosegue nel percorso di rotazione, la città continua a mostrare che il tema resta aperto, sensibile e capace di mobilitare interi quartieri.
Chiesa Gesù Redentore: protesta dei fedeli per far restare Don Ciro
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