Non basta spegnere le fiamme. Adesso bisogna capire cosa è rimasto nell’aria, cosa può essere finito nei terreni e nelle acque e quali conseguenze potrebbe avere l’incendio sui prodotti agricoli, sugli animali e sull’intero ecosistema. L’incendio dei rifiuti plastici e cartacei ad Airola impone una risposta politica forte. Copagri Benevento chiede alla Regione Campania di valutare immediatamente se sussistano le condizioni per dichiarare lo stato di emergenza, mettendo in campo un’azione straordinaria di controllo e prevenzione. Perché qui non si parla soltanto di ambiente. Si parla di persone, di agricoltura e di economia.
Le aree interessate e quelle circostanti sono territori agricoli nei quali si producono ortaggi, frutta e uva, con una presenza significativa della Falanghina, una delle produzioni più importanti e identitarie della viticoltura sannita. Un patrimonio costruito in anni di lavoro che non può essere esposto al rischio di contaminazioni o di perdita di valore senza che le istituzioni intervengano con la massima tempestività. “Non possiamo permetterci di aspettare che sia il danno a dirci che c’era un problema – denuncia Concetta Tazza, presidente provinciale di Copagri Benevento –. Se c’è un rischio per la popolazione, per i terreni o per le produzioni agricole, bisogna accertarlo subito. E se esiste anche solo il ragionevole timore di conseguenze, le istituzioni devono adottare tutte le misure necessarie per prevenirle. La prudenza, in questi casi, non è allarmismo: è responsabilità”.
Copagri chiede un monitoraggio straordinario e trasparente di aria, suolo, acque e produzioni agricole, con la pubblicazione dei risultati e indicazioni precise agli agricoltori sulle eventuali misure da adottare. Ma l’attenzione deve riguardare anche ciò che spesso rimane fuori dall’emergenza immediata: flora, fauna, biodiversità ed ecosistemi agricoli e naturali. “Non sappiamo ancora quale sarà l’impatto complessivo di questo incendio – prosegue Tazza – e proprio per questo non possiamo permetterci superficialità. Dobbiamo proteggere gli abitanti, ma anche chi vive della terra e un patrimonio naturale che non può essere considerato sacrificabile. La Regione deve assumersi la responsabilità di coordinare una risposta straordinaria”. E c’è poi la questione degli agricoltori. “Se verranno accertati danni alle coltivazioni, ai terreni o alle produzioni, gli agricoltori dovranno essere tutelati e risarciti. Non possiamo chiedere a chi coltiva di garantire qualità, sicurezza alimentare e presidio del territorio e poi lasciarlo solo quando un’emergenza ambientale rischia di compromettere il suo lavoro”. Per Copagri Benevento, dunque, non è più il momento di aspettare. La Regione Campania deve chiarire rapidamente se l’evento presenta caratteristiche tali da richiedere lo stato di emergenza e, in ogni caso, deve attivare un piano di verifiche straordinarie. “La politica non può arrivare dopo il danno – conclude Concetta Tazza –. Deve arrivare prima. Se aspettiamo di vedere cosa succederà alle coltivazioni, ai terreni, agli animali e alla salute delle persone, rischiamo di intervenire quando sarà troppo tardi. Chiediamo alla Regione di assumere una decisione chiara e immediata. Airola non può essere lasciata sola e gli agricoltori non possono essere chiamati, ancora una volta, a pagare il prezzo di un’emergenza che non hanno provocato”. Copagri Benevento continuerà a seguire la situazione e chiede che tutti gli esiti dei monitoraggi vengano resi pubblici. La terra del Sannio non è una discarica e chi la coltiva non può essere lasciato senza tutela.
















