Due uomini, rispettivamente di 59 e 74 anni originari di Frigento, risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta su presunti abusi sessuali ai danni di una ragazza di 16 anni, considerata particolarmente vulnerabile.
I fatti risalirebbero allo scorso mese di giugno. La giovane avrebbe trovato il coraggio di confidarsi con la madre, dando così avvio agli accertamenti e all’attivazione del “Percorso Rosa” presso l’ospedale Moscati di Avellino, il protocollo dedicato alle persone vittime di violenza.
Scondo la contestazione provvisoria, il 59 anni avrebbe abusato delle condizioni di inferiorità psico-fisica e della particolare vulnerabilità della ragazza, descritta negli atti come persona con un’invalidità caratterizzata da difficoltà cognitive di grado lieve, con un quoziente intellettivo di 62, e da secondarie difficoltà di apprendimento. L’accusa è di averla costretta, con condotte violente, a subire atti sessuali. Nello stesso procedimento risulta indagato anche il 74 anni, per un’ipotesi di reato riconducibile all’articolo 609-bis.
La vicenda è ora al vaglio della magistratura, chiamata a ricostruire con precisione quanto sarebbe accaduto e ad accertare eventuali responsabilità. Per i due uomini, dunque, si tratta al momento di un’indagine e ogni responsabilità dovrà essere verificata nelle sedi giudiziarie competenti.
Un passaggio importante dell’inchiesta è fissato per il 16 settembre, quando è prevista l’udienza per l’incidente probatorio. In quella sede potranno essere cristallizzate le dichiarazioni della ragazza, con le necessarie garanzie previste per la tutela di una persona minorenne e vulnerabile.
A rappresentare la ragazza è l’avvocato Generoso Testa, che ha definito la vicenda un «orrore», sottolineando lo sgomento suscitato dal caso.
Saranno ora gli accertamenti della magistratura a fare piena luce sui fatti e a stabilire cosa sia realmente accaduto.

















