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Un’area definita di “potenziale valore archeologico” al Vomero è al centro di un esposto alla Procura di Napoli. A firmarlo è Ermete Ferraro, coordinatore del Circolo di Napoli dei V.a.s. – Verdi Ambiente e Società. Tutto parte dalla sua segnalazione si un “muro di contenimento in via San Gennaro ad Antignano che occlude probabili preesistenze archeologiche”. È il 3 maggio scorso, e Ferraro avverte della situazione la Soprintendenza e l’assessorato comunale all’Urbanistica.

Area di valore archeologico

Riprendendo quanto segnalato già nel gennaio 2025 – scriveva all’epoca -, faccio presente che la costruzione dell’attuale muraglione di contenimento occlude completamente un’area di potenziale valore archeologico, di cui erano state accluse alcune immagini fotografiche tratte da Google Maps. Si è operato, infatti, sul tracciato dell’antichissima strada romana di collegamento “per colles” tra l’area flegreo-collinare col centro cittadino di Napoli, nota anche come Via Antiniana, di cui peraltro, a breve distanza, si possono tuttora ammirare alcune evidenze archeologiche a suo tempo salvate (archi con la tecnica dell’opus reticulatum, presenti nell’area antistante la stazione ‘ Salvator Rosa’ della Metropolitana di Napoli – Linea 1″.

Nella descrizione di Ferraro, “un pezzo di muro con esedre, apparentemente di simile fattura, si trovava proprio di fronte al Distretto Sanitario dell’Asl NA 1, seppellito per anni sotto l’abbondante vegetazione che ricopriva il muro di contenimento, sorretto da ingombranti contrafforti tuttora presenti”. Allo stato, “dopo il recente – per quanto tardivo e incompleto – intervento di messa in sicurezza – afferma l’esponente dei V.a.s. -, un brutto muraglione con mattoni di tufo ne impedisce totalmente la visuale. Dopo anni d’incuria e mancanza d’interventi appropriati, quindi, il rischio è ora quello di aver irresponsabilmente compromesso, o sperabilmente solo occluso, probabili resti di natura archeologica”.

Intervento urgente

La comunicazione di maggio si chiudeva con la richiesta di un intervento urgente “da parte della Soprintendenza in indirizzo, ma anche doverosi chiarimenti su tale vicenda da parte dell’Assessorato Comunale all’Urbanistica“. Ma a sentire Ferraro, da allora nulla si sarebbe mosso. Questo neanche dopo le successive pec del 17 luglio scorso. “Non è stata fornito alcun riscontro da parte dei due destinatari – sostiene l’esposto -, benché si trattasse di una richiesta formale di replica nel merito”. A nulla valgono nemmeno gli appelli di Ferraro alla normativa sul procedimento amministrativo e al Codice dell’Amministrazione Digitale, con i quali invoca risposta “precisando che, in assenza di riscontro, avrei proceduto di conseguenza”.

Non trovando repliche a distanza di ulteriori 45 giorni, la decisione di rivolgersi alla Procura. La richiesta alla magistratura è di “verificare se – dato quanto precisato in premessa – in questo caso non si configuri da parte delle Amministrazioni interpellate un’omissione/rifiuto di atti d’ufficio, senza alcuna giustificazione o motivazione che ne abbia spiegato le eventuali ragioni”.