Due delibere di giunta comunale, di cui si parla poco, anche se concernono il Prg. E un allarme di Europa Verde: “Più partecipazione e più tutele ambientali”. Il primo atto della giunta Manfredi è del 30 giugno scorso. A Palazzo San Giacomo passa il nuovo Disciplinare per il procedimento di approvazione delle attrezzature ad uso pubblico di iniziativa privata. La nozione di attrezzature è assai ampia, vi possono rientrare gli spazi destinati alla fruizione collettiva: scuole, servizi pubblici, impianti sportivi, parcheggi, verde pubblico, strutture religiose. La procedura prevede tre fasi, ognuna necessita una forma di assenso del Comune di Napoli. Nella prima si tratta di chiudere positivamente la conferenza di servizi. Nella seconda si giunge alla stipula della convenzione, propedeutica al rilascio del titolo edilizio. “Questa procedura – spiega il testo -, quindi, permette di affrontare l’iter autorizzatorio per fasi progressive, arrivando ad una fase 3 esecutiva più snella, nel rispetto” del Testo Unico Edilizia. Snellire, dunque, è tra le parole chiave, “ferma restando la vigilanza” dei competenti uffici comunali. “L’esigenza di pervenire all’approvazione di una nuova procedura – si legge nella premessa del Disciplinare – nasce dalla constatazione di una forte domanda di realizzazione di attrezzature ad uso pubblico da parte di investitori privati, che non sempre, tuttavia, è pervenuta ad una attuazione concreta”. L’obiettivo, sottolinea l’atto, è perseguire “criteri di efficacia ed efficienza, in vista di una collaborazione pubblico – privata per garantire nuovi servizi ai cittadini, grazie a interventi da attuare a completo carico dei proprietari privati, senza alcun onere per l’Amministrazione”.
La seconda delibera è approvata il 29 luglio. Riguarda l’adozione della variante urbanistica, finalizzata proprio alla revisione della disciplina delle attrezzature. Questa delibera modifica articoli della disciplina urbanistica di Napoli, costituita dalle due varianti al Piano regolatore generale del 1972. Ossia quelle relative alla Zona Occidentale e al resto della città. Tra le innovazioni della seconda, ad esempio, troviamo quanto prevede l’articolo 17 (Parcheggi interrati). Per dirne una: al comma 2 si elimina l’obbligo per il richiedente, in sede di rilascio del provvedimento amministrativo edilizio, di depositare una somma o apposita polizza fidejussoria per consentire al Comune un intervento diretto alla risistemazione dell’area, in caso di omissione da parte del titolare del provvedimento.
Dopo l’adozione della variante, gli atti sono depositati per la consultazione pubblica di 45 giorni. Chiunque possieda interessi può inviare osservazioni scritte all’ufficio protocollo del Comune. “Deve essere portata a conoscenza della cittadinanza la nuova disciplina delle attrezzature e sulla Variante urbanistica adottata dal Comune di Napoli” dichiara Rino Nasti, consigliere della Municipalità 5 ed esponente dei Verdi. “Sono scelte importanti per il futuro dei nostri quartieri e – sottolinea – non possono essere affidate soltanto a procedure amministrative o a osservazioni presentate quando le decisioni sono già mature”. Europa Verde chiede “innanzitutto trasparenza sulle procedure già in corso, un maggiore coinvolgimento delle Municipalità e una partecipazione anticipata dei cittadini”. Questo perché “la semplificazione delle procedure può essere utile, ma non deve tradursi in una minore tutela dell’interesse pubblico e dell’ambiente”. Annunciando un’iniziativa politica in merito, Nasti sostiene che “uno standard urbanistico non può essere considerato soltanto in termini di metri quadrati”. E insomma “verde, alberature, suolo permeabile e spazi pubblici hanno un valore ambientale che deve essere preservato e, dove possibile, aumentato”.



















