Il buio improvviso della galleria, lo strepito delle lamiere, poi il silenzio. È la tragedia consumatasi questa mattina lungo l’autostrada A16 Napoli-Canosa, dentro il tunnel di Montemiletto. Tra le pareti di cemento del tratto compreso tra Benevento e Avellino Est, la vita di Dario Viscido si è spezzata in un istante, inghiottita da una dinamica spietata.
Dario aveva 50 anni, una vita radicata a Eboli e una routine spezzata a metà giornata. Era alla guida del suo furgoncino quando si è ritrovato al centro di una spaventosa carambola che ha coinvolto tre mezzi pesanti, tra cui un tir carico di pomodori. L’impatto con un bestione della strada non gli ha lasciato scampo: il piccolo veicolo è rimasto schiacciato nella morsa dei giganti di ferro. Quando i soccorritori sono riusciti a farsi strada nell’oscurità della galleria, per il 50enne salernitano non c’era già più nulla da fare.
Mentre gli agenti della Polizia Stradale ricomponevano i tasselli dell’accaduto e il personale di Autostrade tentava di gestire il caos, il tempo in quel tratto di A16 si è letteralmente fermato. Chiusure, asfalto bloccato, oltre sei chilometri di coda sotto il sole di fine estate: un serpentone di auto e camion immobili, ignari che all’origine di quell’attesa snervante vi fosse un dramma umano consumato a pochi metri di distanza.
Intorno alle 13:15 la strada ha riaperto, la circolazione ha ricominciato lentamente a scorrere e le lamiere contorte sono state portate via. Resta solo l’amarezza per un’ennesima vita spezzata sull’asfalto, trasformando un tragitto qualunque in un viaggio senza ritorno per una famiglia e un’intera comunità oggi immerse nel dolore.


















