Brucia ancora la Terra dei fuochi. In tutti i sensi. Questo è il claim di Veritas 2.0, progetto di giustizia sanitaria, presentato oggi all’Istituto italiano per gli studi filosofici. Brucia ancora esistenze umane, in misura maggiore che altrove. Lo denuncia Luigi Costanzo, esponente dell’Isde (Medici per l’ambiente) e presidente del Comitato per la Dignità e per la Vita, nato per esigere l’applicazione della storica sentenza Cedu sulla Terra dei Fuochi. “Per i dati ufficiali dobbiamo tener presente il registro tumori, ma – dichiara il medico – come medici di famiglia diciamo che il registro ha un gap di 4 anni, non dà la fotografia reale del territorio. La mia esperienza vede ogni giorno aumentare patologie tumorali, che colpiscono giovani, sono rapidamente aggressive e rapidamente portano all’exitus. L’incidenza attesa per un medico di famiglia con 1500 assistiti, in Italia è di circa 9-10 tumori all’anno. Io dal 1 gennaio a settembre ne ho già 13“. Secondo le stime di Costanzo, “quindi c’è un aumento di circa il 40%, non soltanto delle patologie degli organi su cui sono stati attivati gli screening, la mammella, l’utero, l’intestino”. Ad esempio, il medico dell’Isde assiste “tre giovani under 35 con un carcinoma papillare della tiroide, non rientrante negli screening, come il tumore alla prostata“. Queste patologie riguardano “organi target emergenti su cui chiediamo – aggiunge Costanzo – per le popolazioni di questi territori, pressati dall’inquinamento, un ticket ambientale”. Ovvero “la possibilità a questi cittadini di poter accedere alle cure in maniera gratuita“.
Lo spartiacque doveva essere proprio la pronuncia del 30 gennaio 2025. Con quella, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non aver protetto il diritto alla vita dei residenti nella Terra dei Fuochi. Ma per i comitati, le azioni messe in campo ancora non sono risolutive. “Se il fenomeno continua vuol dire l’azione sanzionatoria non è sufficiente – afferma Vincenzo Tosti, attivista e vicepresidente dell’associazione Lello Volpe Con i Bambini -: multe sanzioni e arresti non hanno sortito quel che bisognava avere”. A detta di Tosti, “bisogna mettere mano all’economia criminale che interagisce in questo territorio”, perché “fin quando non ci sarà un’economia alternativa e non si chiuderà il ciclo dei rifiuti, saremo sempre punto e a capo”.
IL PROGETTO VERITAS 2.0
Veritas 2.0 è il progetto promosso dall’associazione A Sud – Ecologia e Cooperazione, e sostenuto da Fondazione Haiku e Fondazione con il Sud per rimettere al centro il diritto alla salute. “Senza giustizia sociale – si spiega – non si potrà mai parlare di risanamento o di bonifiche, così come non potrà mai esserci una vera rigenerazione territoriale se continueranno a mancare cure e sostegno a chi vive sulla propria pelle l’eredità tossica della terra dei fuochi. Da questa consapevolezza nasce Veritas 2.0, il progetto promosso dall’organizzazione ecologista A Sud insieme alla cooperativa P.a.s.s. (Progettazione Ambiente Salute Sociale), con il finanziamento di Fondazione Con il Sud e di Fondazione Haiku Lugano, con la collaborazione dei comitati locali e delle associazioni ambientaliste di Napoli e di tanti comuni dove la terra brucia ancora. Terzo settore, movimenti sociali e cooperative hanno scelto di camminare insieme per costruire un percorso di giustizia sanitaria tra le province di Napoli e Caserta, nei luoghi che ancora oggi portano i segni di decenni di sversamenti illeciti e roghi tossici, con un impatto pesante sul suolo, aria e acqua”.
Già nel 2019 A Sud, insieme alla Rete di Cittadinanza e Comunità della Campania e con il sostegno di Fondazione Con il Sud, aveva promosso la prima edizione del progetto Veritas, un intervento pilota che attraverso test tossicologici su un campione di pazienti oncologici residenti nella Terra dei Fuochi aveva rilevato la presenza di metalli pesanti nel sangue, offrendo uno dei primi riscontri scientifici alla correlazione tra esposizione ai contaminanti ambientali e l’aumento dell’insorgenza di gravi patologie.
Veritas 2.0 riprende quel filo, trasformando l’evidenza scientifica in una presa in carico dei pazienti e in strumenti di monitoraggio e di partecipazione civica. Napoli è la provincia italiana con la maggiore mortalità evitabile e un’aspettativa di vita al di sotto della media nazionale; nell’area di Napoli e Caserta l’incidenza dei tumori resta stabilmente superiore alla media del Paese. Lo studio eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità per la Procura di Napoli Nord nel 2021 ha individuato quasi 2.750 siti di smaltimento, nove su dieci privi di autorizzazione o di controlli adeguati. A questo quadro si aggiungono una disoccupazione che sfiora il 20% e una povertà assoluta oltre il 12%, mentre la Campania si conferma tra le regioni italiane con la più alta mobilità sanitaria verso altre regioni, come confermano anche gli studi di Fondazione Gimbe sugli squilibri territoriali. “Con Veritas 2.0 vogliamo affermare un principio semplice ma finora troppo spesso disatteso -dice Laura Greco, presidente di A Sud -: la salute delle persone e la salute dei territori non si possono curare separatamente”.


















