Sulla vicenda dei miasmi che affliggono tanti cittadini di Benevento, Pesco Sannita e Pietrelcina, a ridosso di un impianto di trattamento dei rifiuti organici in contrada San Domenico, bisogna attendere l’esito dell’indagine avviata dalla Procura. Chi si aspettava risposte su questo delicato argomento questa mattina, nel corso della seduta del Consiglio comunale convocata a Palazzo Mosti, è rimasto sicuramente deluso e insoddisfatto. Anche sull’altro argomento relativo agli attacchi verificatisi alla fine del mese di agosto all’ambiente e al territorio, e cioè la comparsa improvvisa di una densa schiuma bianca nelle acque del fiume Calore, non ci sono state sostanziali novità.
La maggioranza, sull’inquinamento del principale corso d’acqua che attraversa la città e sull’odore nauseabondo a contrada San Domenico, ha cercato di tranquillizzare tutti. La parola d’ordine è stata quella che fosse stato fatto tutto il possibile per quanto di competenza del Comune: l’Amministrazione ha agito con tempestività e ha ordinato verifiche sulla base delle segnalazioni, è stato detto in Aula dagli esponenti della Giunta Mastella. Ma l’opposizione ha sottolineato di essere assai insoddisfatta delle mancate risposte.
Acqua putrida, pesci morti, miasmi insopportabili: cittadini e associazioni di Benevento cercano risposte, ma di fatto, essendo in corso accertamenti da parte della Procura dopo le denunce depositate, la documentazione di Asl e Arpac resta secretata.
Durante il Consiglio c’è stato un forte battibecco tra la consigliera comunale di Avs Giovanna Megna e il vicesindaco Francesco De Pierro. La consigliera chiedeva la pubblicazione degli atti e dei documenti sui siti del Comune, cosa che però è stata negata proprio in ragione dell’indagine della Procura. De Pierro ha comunque chiesto alla macchina dirigenziale del Comune di “appagare”, così ha detto testualmente, le richieste della consigliera. Quest’ultima affermazione ha ulteriormente acceso i toni di una seduta già calda.
Una lunga mattinata quella del Consiglio comunale, che ha affrontato 13 punti all’ordine del giorno, considerando che l’argomento miasmi era l’ultimo. Presente questa mattina anche il presidente del Comitato San Domenico, D’Andrea, visibilmente preoccupato.
La seduta si è subito surriscaldata con la richiesta di modifica dell’ordine del giorno da parte di Luigi Diego Perifano, per portare la vicenda miasmi immediatamente in discussione. Ma il sindaco Clemente Mastella si è opposto, spiegando che in quel momento mancavano in Aula i dirigenti e che quindi si sarebbe continuato come previsto inizialmente.
L’opposizione, a quel punto, ha abbandonato l’Aula per protesta, facendo ritorno solo successivamente, nel momento del conferimento delle cittadinanze onorarie a tre esponenti della sanità: Onofrio Antonio Catalano, luminare italiano di fama mondiale nel campo della radiologia; Antonio Iavarone, scienziato italiano e sannita di fama mondiale nel campo dell’oncologia; e Marino Scherillo, direttore dell’Unità di Cardiologia Utic con Emodinamica interventistica dell’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento.
A causa di questi contrasti e delle forme di protesta, i debiti fuori bilancio e le acquisizioni di aree al patrimonio comunale – Società Cooperativa Edilizia De Gasperi s.r.l., Cooperativa Edilizia Sannio s.r.l. e Società Cooperativa Trinità ex Consorzio Case Sannio, Consorzio di Società Cooperative Edilizie a responsabilità limitata – sono stati approvati dalla maggioranza con i soli voti dei suoi esponenti, senza confronto con le opposizioni.
Il nuovo Regolamento per la disciplina del commercio sulle aree pubbliche ha invece ottenuto l’approvazione unanime di maggioranza e opposizione, che nel frattempo era tornata in Aula. La delibera è passata con 30 voti favorevoli.
Sui miasmi è quindi intervenuto l’assessore Oberdan Picucci: “La verità emergerà dai dati tecnici e dall’indagine della Procura. Il Comune ha agito con tempestività e ha ordinato verifiche sulla base delle segnalazioni”.
Quindi ha aggiunto: “Ho fatto tutto quello che poteva essere fatto. I Sindaci per legge non possono comunicare nulla senza dati ufficiali. Abbiamo preso impegno alla manifestazione di San Domenico: e abbiamo ordinato la rimozione di biomasse e criticità odorigene e patti e condizioni alla riattivazione ovvero il via libera dagli organismi tecnici. Noi stiamo dalla parte della tutela del territorio”.
Poi ha spiegato: “Attiveremo tavolo permanente di confronto una volta terminata l’emergenza. Non sono emersi dati critici altrimenti sarebbe intervenuto il sindaco con provvedimenti a tutela della salute pubblica”.
Sulla possibilità di effettuare screening, l’assessore ha precisato: “Bisogna sapere cosa indagare e come monitorare. Le biomasse sono state rimosse e l’attività è sospesa in attesa che gli organismi competenti si esprimano”.
A dare supporto alla parte politica sono intervenuti i dirigenti Maurizio Perlingieri e Antonio Iadicicco, per relazionare sul fiume Calore e sui miasmi: “I dati sono coperti da segreto istruttorio, ma ci siamo mossi prontamente per allertare organismi competenti”.
Il dirigente Iadicicco ha poi aggiunto: “L’azienda non ha mai comunicato il trasferimento biomasse all’interno del biodigestore, attività non autorizzate. Quando ci sono state rimostranze dei residenti abbiamo messo in campo tutto quanto di competenza. Abbiamo ordinato rimozione biomasse, la società ha fatto ricorso al Tar che gli ha dato ragione dando tempo per il trasferimento di quantità notevoli parliamo di circa 17mila tonnellate di biomasse. È intervenuta a questo punto la Procura dando disponibilità di utilizzare il biodigestore ovvero convogliare biomasse all’interno di una cisterna consentendo di accelerare tempi ma ciò non consentiva di contenere tutta la quantità di biomasse. Necessaria allora un’ulteriore ordinanza che permettesse trasferimento di parte delle biomasse. Per questo abbiamo ordinato sospensione attività non correlate a trasferimento biomasse. È stata quindi disposta la rimozione di tutte le biomasse all’aria aperta”.
Insoddisfatto il consigliere di Civico 22 Angelo Moretti: “Non è stato per nulla tempestivo quello che è stato fatto. Assurdo che non si dica quali sono state le falle nel sistema. Questo continuo rimpallare di responsabilità non soddisfa nessuno, nemmeno l’amministrazione”.
Molto più critica Giovanna Megna: “Esiste un problema grave di trasparenza degli atti pubblici. Nessun atto è disponibile”.
Il vicesindaco Francesco De Pierro ha sottolineato: “Gli atti non sono stati carenti e sono pubblici. Le ordinanze sono state caricate in maniera tempestiva. Noi abbiamo bloccato ogni tipo di operazione tecnica e di attività edilizia quando sono emersi questi cattivi odori. Abbiamo interdetto ogni attività all’azienda. Abbiamo fatto tavoli prefettizi conferenze di servizi e attraverso coordinamento istituzionale. Abbiamo invitato queste biomasse ad essere tolte alla azienda e reiterando tutte le prescrizioni già adottate da questa ordinanza. L’impianto è ancora sotto sequestro ad oggi. Ci sono attività investigative ancora in atto. Abbiano fatto un controllo tecnico su sversamenti biomasse e interdetto ogni tipo di operazione tecnica e edilizia in maniera precauzionale e di cautela fino quanto non sono rimossi i cattivi odori. La nostra tolleranza sarà pari a zero”.


















