“La paura, a bordo di Karma, c’è stata. Ma a pensare alla fame a Gaza, si provava a superarla”.
Arturo Scotto, deputato campano del PD, a un anno esatto da quei primissimi giorni di ottobre 2025 in cui la barca Karma – parte della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza – venne fermata, racconta il suo viaggio umano. Un viaggio durato più di un mese, partito da Genova con l’obiettivo di rompere il blocco della Striscia.
Scotto faceva parte della scorta politica, democratica, ma la vera scorta emotiva era un’altra, la fame a Gaza. Quel perché forte che non ti lascia tornare indietro.
“Ho deciso di partire quando ho compreso l’impotenza della comunità europea”, dice, continuando, “Il senso civico doveva diventare un gesto fisico, metterci il corpo”.
La missione non ha lasciato spazio alla paura, anche quando in acque internazionali la flotta ha affrontato momenti di forte tensione: sorvoli ravvicinati, avvertimenti con droni e bombe sonore nelle settimane di avvicinamento. Poi, all’inizio di ottobre, l’abbordaggio e il sequestro che Scotto definisce illegale. La Karma intercettata e bloccata dalla Marina militare israeliana, l’equipaggio costretto a scendere sottocoperta mentre i militari assumevano il controllo.
Condotti al porto israeliano di Ashdod, Scotto e gli altri attivisti e parlamentari hanno subito perquisizioni e circa 24 ore di detenzione in carcere, senza immediata assistenza legale e senza poter comunicare liberamente, prima di essere espulsi e rimpatriati in Italia. “È una pagina buia sul piano umano che ancora stiamo scrivendo”.
Resta il dispiacere di non aver raggiunto Gaza e la delusione per un governo, quello attuale, cieco.
A un anno di distanza, però, c’è una gioia che prevale, gli occhi dei più giovani incontrati nelle scuole, durante la presentazione del suo libro-diario di bordo “Flotilla. In viaggio per Gaza”. Ragazzi che gli hanno detto di aver capito quanto sta accadendo nel mondo soltanto dopo averlo letto.
“La gioia di aver svegliato le loro coscienze”, confida Scotto. A loro vorrebbe lasciare un futuro migliore. Perchè sono i giovani al timone della Flotilla del futuro.


















