Il cambio di passo del Benevento, capace di conquistare 7 punti nelle ultime 4 gare, è coinciso con la scelta di mister Floro Flores di infoltire il centrocampo, rinunciando a un uomo in più a supporto di Salvemini. Complice anche il rosso a Prisco ad Ascoli, a prendersi la scena in questo periodo positivo della Strega è stato soprattutto Christian Kouan, un mastino instancabile che ha dato al reparto mediano giallorosso quella sostanza che sembrava mancare.
L’ex Cosenza è arrivato nel Sannio lo scorso febbraio e si è subito messo in mostra per una caratteristica ben precisa: la sua capacità di sacrificarsi senza tirare mai indietro la gamba, nel solco di Raman Chibsah e Perparim Hetemaj, che in quel ruolo hanno scritto pagine importanti della storia recente della Strega.
Muscoli e sostanza
Chibsah è stato uno dei protagonisti della storica promozione del Benevento in Serie A nel 2017, contribuendo anche con un gol decisivo nella semifinale di andata contro il Perugia. Hetemaj, poi, nell’anno della storica cavalcata dei record sempre in B, fu muscoli e polmoni di quella squadra, risultando un elemento imprescindibile dello scacchiere di Pippo Inzaghi e formando con Viola e Schiattarella un reparto capace di unire tecnica e sostanza.
Kouan conosce alla perfezione la Serie B, avendo già all’attivo oltre cento presenze in cadetteria. Quando è stato chiamato in causa ha saputo dare equilibrio a tutta la squadra, permettendo anche a Maita, Lamesta e Okereke di avere maggiore copertura alle spalle. Dopo la sosta, mister Floro Flores avrà solo l’imbarazzo della scelta in mezzo al campo, ma la linea sembra tracciata, con le quotazioni di Kouan in costante crescita nello scacchiere giallorosso.
Sempre lì, lì nel mezzo…
Corsa, muscoli e disponibilità: queste le caratteristiche di Kouan che sembrano aver convinto definitivamente Floro Flores, che lo aveva schierato titolare accanto a Maita e Prisco nello sfortunato esordio in Serie B contro il Modena. Anche all’interno dello spogliatoio Kouan ha conquistato tutti con il suo entusiasmo e con la voglia di non mollare mai, nemmeno durante le partitelle: “a coprire certe zone, a giocare generosi, lì, sempre lì, lì nel mezzo. Finché ce n’hai, stai lì”, proprio come canta Ligabue.
Una fotografia perfetta del mestiere del mediano: correre, sacrificarsi e restare lì, nel mezzo, dove spesso si decidono le partite.


















