La preoccupante involuzione registrata allo Scida riporta la Salernitana nel limbo delle incompiute.
E non è solo la sconfitta rimediata a Crotone a colpire in pieno volto l’ambiente granata. La battuta d’arresto in sé, dopo un pugno di giornate e soprattutto dopo cinque risultati utili consecutivi, è una “pietra d’inciampo” sul cammino che potrebbe facilmente essere derubricata ad incidente di percorso se non ci fossero, a corollario, le tante incognite emerse in terra pitagorica.
Troppo brutta per essere vera, la squadra di Cosmi – in campo ancora con lo stesso assetto e gli stessi uomini delle ultime partite – ha fallito l’approccio, subito due gol in meno di mezz’ora, palesato di nuovo clamorose difficoltà atletiche e, pur trovando la rete del 2-1 con ben un’ora di gioco a disposizione, non ha sfruttato la superiorità numerica guadagnata grazie all’espulsione del portiere crotonese Merelli.
Anzi, pur se con un uomo in più, la Salernitana non ha mai mostrato di poter mettere le mani sul pallino del gioco, non si è mai resa veramente pericolosa nell’area crotonese, ha affidato a sortite estermporanee la propria azione.
Non solo: le dichiarazioni post partita di un Cosmi insolitamente in tono dimesso hanno sacramentato uno stato di incomprensibile apatia che non può e non deve appartenere ad un gruppo che ambisce alla vittoria del campionato.
Il grottesco teatrino registrato negli spogliatoi, poi, ha fatto il resto. Cosmi ha prima raggiunto la sala stampa, ha iniziato le interviste per poi essere richiamato in tutta fretta per un surreale “briefing” con Pagano, Alfano e Faggiano.
Contenuti secretati, ovviamente, ma lascia più di un’incertezza il metodo adottato dalla dirigenza granata e il palese imbarazzo con cui lo stesso Cosmi ha poi commentato il senso di questo confronto “a metà strada” tra le interviste post partita.
I segnali, insomma, hanno ben poco di positivo. La sensazione che ci sia acqua cheta sotto i ponti granata è tangibile.
Ma ci chiediamo, in tutta onestà, come si possa immaginare di addossare interamente sul tecnico responsabilità che andrebbero invece palesemente addossate in capo al management ed al responsabile dell’area tecnica.
Quella consegnata a Cosmi è una “cosa” informe, incompleta ed assemblata con evidentissimo ritardo. Una rosa corta a centrocampo, completamente priva di calciatori in grado di variare lo spartito tattico a gara in corso, decisamente lontana dall’idea di squadra “bella e possibile” che tutti hanno sognato di vedere il giorno dopo la sconfitta di Brescia nella scorsa stagione, al termine dell’avventura playoff.
Domenica sera all’Arechi arriverà il Bari: sarà uno scontro delicatissimo che la squadra granata non potrà permettersi di fallire.
A Cosmi il compito di rigenerare il gruppo e di dimostrare, soprattutto, la coesione tra squadra e suo condottiero.


















