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Il fiocco della nascita, un pupazzo blu, prima adagiato sulla bara bianca di Giovanna e del piccolo Francesco, poi stretto tra le mani di papà Leonardo all’uscita dalla Chiesa.

Le parole strazianti della sorella Nicole, le lacrime inconsolabili di mamma Carmen e papà Leonardo e un dolore difficile da accettare.

L’ultimo addio alla 32enne morta a pochi giorni dal parto, portandosi in cielo anche  Francesco, proprio pochi giorni prima che avrebbe dovuto vedere la luce, è uno di quei momenti che difficilmente riescono a essere spiegati a parole.

Ci prova dall’altare della Chiesa Madre di Celzi di Forino don Pasquale Iannuzzo, vicario del vescovo di Avellino, che ha avuto il difficile compito di consolare una famiglia che non riesce ancora a trovare una ragione per quanto accaduto.

«Nel grembo della misericordia di Dio entrambi corrono in Paradiso – predica il parroco –. Tutti noi abbiamo paura della morte perché non ci permette di vedere più con questi occhi chi amiamo e ci separa dai loro occhi. La morte lascia una sedia vuota, una tempesta nella casa. Ma attraverso la fede possiamo continuare ad amare e sentire Giovanna e Francesco, nella consapevolezza che mamma e figlio saranno per sempre insieme».

Ci ha provato anche Nicole a parlare dall’altare, in un commovente ricordo della sorella Giovanna, spesso interrotto dai singhiozzi. Perdere una sorella, la propria anima, e quel nipote che non potrà mai essere visto, toccato, coccolato, è davvero qualcosa di inspiegabile.

«Immaginavamo che il nostro piccolo Francesco fosse un monello e ora, invece, non ci siete più. Abbiamo passato una vita insieme, abbiamo condiviso sogni, passioni, speranze».

Intanto mamma Carmen e papà Leonardo si stringono per mano, cercando quella mano di Giovanna che non ci sarà mai più, ma confidano di sapere la verità sulla tragedia che li ha colpiti, con una inchiesta in corso che vede quattro indagati. 

Brividi e urla disperate all’uscita dei due feretri dalla chiesa, con i palloncini blu che volano in cielo sulle note emozionate di Piccola stella di Ermal Meta.

«Piccola anima, che fuggi come se fossi un passero spaventato a morte. Qualcuno è qui per te. Se guardi bene ce l’hai di fronte Fugge anche lui per non dover scappare. Se guardi bene ti sto di fronte. Se parli piano, ti sento forte”.

Ciao Giovanna. Ciao Francesco.