Cominciato il maxi processo alla potente cosca del clan Fezza/De Vivo, che vedeva ben 84 imputati, inchiesta “Summa Mater”, condotta dalla Dda di Salerno (in totale 135 ordinanze di custodia cautelare nel filone d’indagine principale del 2022), scattata il 12 settembre 2025, quando fu sgominato il clan con 84 arresti tra Pagani, l’Agro e i monti Lattari.
Decreto di giudizio immediato per i coinvolti nel blitz del settembre scorso, 55 dei quali hanno scelto la definizione del processo con rito abbreviato secco e condizionato: contestati reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, tentato omicidio, estorsione aggravata, riciclaggio, detenzione e porto illegali di armi, tutti aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose, nonché il reato di associazione per delinquere finalizzata al furto, ricettazione e riciclaggio di auto di grossa cilindrata, per il controllo del vasto territorio dell’agro salernitano, con espansione fino a Sant’Antonio Abate e Santa Maria La Carità, fino a Paola in Calabria.
All’udienza del 12 ottobre il Gup si è pronunciato – rigettandola – sulla eccezione di legittimità costituzionale alla Corte di Giustizia Europea, sollevata dalle Difese, alla luce della deliberazione delle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione (sentenze n. 23755 e 23756 del 14 giugno 2024, udienza del 29 febbraio 2024) sulle c.d. sentenze “gemelle”, la quale ha enucleato il principio di diritto concernente la legittimità dell’acquisizione e dell’utilizzabilità in Italia delle chat e dei dati provenienti dai criptofonini (in particolare dalla piattaforma Sky ECC) acquisiti dalle autorità estere (francesi) tramite Ordine Europeo di Indagine – OEI, asserendo al contempo che il vaglio sulla legalità e sulla tutela dei diritti non è preventivo ma posticipato, affidato pertanto al giudice del merito o al giudice cautelare nel corso del procedimento.
Le chat Sky ECC sono messaggi scambiati su una piattaforma di comunicazione cifrata tramite telefoni modificati (criptofonini), decriptati dalle autorità straniere (principalmente in Francia) e acquisiti in Italia tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI).
Come si ricorderà’ l’inchiesta ha origini dal filone madre (del dicembre 2022) quando la cosca anziché essere decapitata si era rinforzata- soprattutto con la latitanza di Vincenzo Confessore – grazie l’innesto negli affari illeciti delle donne e dei tre minorenni che avevano preso il posto di chi era finito in carcere. Intanto le autorità francesi, che indagavano su altro, avevano bucato il sistema criptato di chat usato dal clan Fezza/De Vivo smistando agli inquirenti salernitani il loro sapere sulle attività di importazione droga. Per questa vicenda era stata firmata una terza ordinanza.
Era stato consentito di decriptare la messaggistica cifrata utilizzata dagli indagati per i rifornimenti dello stupefacente proveniente dal Sud America, dalla Spagna e dall’Olanda. In tale ambito, dall’esame del materiale crittografato contenuto nelle chat è emerso come il sodalizio criminale, nell’arco di 4/5 mesi, abbia movimentato 750 kg tra hashish, cocaina e marijuana. Sotto l’egemonia della cosca non c’erano solo Pagani, Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino, Angri e altre zone dell’Agro nocerino: la consorteria criminale infatti era arrivata a Sant’Antonio Abate e a Santa Maria La Carità a dettare legge e imporre lo spaccio di droga con metodi sperimentati altrove. Lo fece ingaggiando un personaggio legato a un clan malavitoso dei monti Lattari costringendolo allo spaccio insieme ad altri tre pusher.
E chi osava ribellarsi, come capitò ad Angri in casa di uno spacciatore ora deceduto tragicamente, era oggetto di violente aggressioni. Le donne e i giovanissimi al centro della nuova inchiesta, le prime avrebbero preso il posto dei compagni arrestati impartendo ordini sul da farsi dopo colloqui in carcere dove erano detenuti i conviventi mentre i minorenni erano dediti allo spaccio e alle estorsioni.
Tra i Collaboratori di Giustizia di spicco figurano Vincenzo Petranovic, il 31 enne figlio di Tommaso Fezza alias “o furmaggiar”, acciuffato a Milano dopo essere sfuggito all’ordinanza di arresto chiesto ed ottenuto dalla Procura, in seguito al quale ha deciso di collaborare con la giustizia.
Cominciano le discussioni per i 55 che hanno scelto il rito abbreviato. Il 22 ottobre e’ fissata la requisitoria della Pm Elena Guarino, poi tocchera’ alle Difese, composte dagli Avvocati Giovanni Petangelo, Luigi Calabrese, Vincenzo Calabrese, Bonaventura Carrara, Prof. Giuseppe Della Monica, Massimo Viscusi, Salvatore Mercurio, Matteo Feccia, Gregorio Sorrento, Michele Avino, Francesco Vicidodmini, Teresa Sorrentino, Alessandro Bavaro, Leopoldo Perone, Luigi Senese, Alessandro Pignataro, Giovanni Vitale, Tiziana De Masi, Roberta Pinto, Eva Scialdone, Antonio Boffa, Rodolfo Viserta, Veronica Russo, Silvana D’Ambrosi, Agostino De Caro, Salvatore Mercurio, Barbara Gatti, Danilo Iacobacci, Pierluigi Spadafora, Pecoraro, Annalisa Califano.


















