Volontari muniti di droni contro i roghi tossici in Terra dei fuochi. È una proposta di legge dell’Isde (Medici per l’ambiente), in procinto di essere presentata. L’appuntamento è per domani a Somma Vesuviana, all’assemblea nazionale dell’Aisa (Associazione italiana sicurezza ambientale). Tra i relatori ci sarà anche l’epidemiologo e tossicologo Antonio Marfella, presidente Isde.
Il ddl si intitola “Disposizioni per il potenziamento del monitoraggio ambientale e il contrasto ai roghi di rifiuti nella Terra dei Fuochi’ mediante l’ausilio di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto affidati alle associazioni di protezione ambientale”. Il testo è composto di sei articoli. Si prevede di istituire il “Servizio Volontario di Monitoraggio Ambientale Aereo”, presso il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri, d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Viminale. Il servizio intende avvalersi del monitoraggio svolto mediante droni dalle associazioni di protezione ambientale, enti privati riconosciuti da legge dello Stato. La copertura finanziaria dovrebbe essere di 5 milioni, stanziati in un apposito fondo al Mase. Le modalità del monitoraggio vanno disciplinate da convenzioni tra Prefetture, Comuni e associazioni. A pilotare i droni, saranno chiamati volontari in possesso di abilitazione rilasciata dall’Enac. Previsti anche corsi di formazione organizzati dall’Arpac.
“Le attività di volo coordinate dalle associazioni – afferma il testo – hanno finalità di mera osservazione, mappatura e segnalazione. È fatto divieto di intervenire direttamente nei confronti dei presunti trasgressori”. | flussi video e i dati georeferenziati acquisiti durante i voli saranno trasmessi alle sale operative delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco e delle Forze Armate impiegate nell’operazione “Strade Sicure”. La trasmissione dovrà avvenire in tempo reale o appena al termine delle operazioni. Per le strumentazioni, il ddl indica una preferenza nei sistemi dotati di termocamere idonee alla rilevazione precoce di focolai. A margine dell’articolato, l’Isde evidenzia però alcuni nodi giuridici da sciogliere. “Per presentare efficacemente questa legge in Parlamento – spiega -, occorre considerare un ostacolo normativo attuale: it D.M. 13 giugno 2022 riserva esclusivamente alle Forze di Polizia statali l’impiego di droni per il controllo del territorio ai fini di pubblica sicurezza, escludendo persino le Polizie Locali”. A detta degli estensori però, la proposta di legge, “avendo rango di fonte primaria, agisce in deroga e introduce una fattispecie speciale legata alle “guardie ambientali volontarie” e al monitoraggio civico, superando tale limite”. Adesso sta al Parlamento recepirla, trovando anche le risorse.


















