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L’inquinamento atmosferico è una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali in Europa e in Italia e Milano, Torino e Padova hanno la maglia nera soprattutto per le polveri sottili Pm2, mentre Napoli, Palermo, Catania e Genova per il biossido di azoto; per le polveri Pm10 ultime in classifica sono Palermo, Milano e Napoli. Il particolato – Pm2,5 e Pm10 – è originato da varie fonti di inquinamento (impianti di riscaldamento, attività industriali, attività agricole, traffico) mentre il biossido di azoto è fortemente correlato al traffico veicolare.    Lo confermano i dati 2025 del progetto nazionale “Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, promosso da Isde Italia – Associazione medici per l’ambiente in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign. Il progetto ha analizzato i dati di 57 stazioni di monitoraggio in 27 città, confrontando le concentrazioni degli inquinanti con i limiti di legge attualmente in vigore, i nuovi limiti fissati dalla Direttiva europea sulla qualità dell’aria 2024/2881, che entreranno in vigore dal 2030 e i valori raccomandati dall’Oms. 

Nel dettaglio, per il Pm2,5 “l’inquinante più pericoloso per la salute in grado di penetrare in profondità nei polmoni e nel circolo sanguigno”, dicono i medici, Milano (22), Torino (20) e Padova (20) hanno registrato medie annue ben superiori alle soglie di sicurezza: quasi il doppio del futuro limite Ue (10) e quattro volte quello Oms (5). Ancora più grave – osservano i medici – il dato sui superamenti giornalieri: contro un massimo consentito di 18 giorni Ue, Milano arriva a 206 giorni oltre i 25 µg/m3 (microgrammi per metro cubo), Torino 106, Padova 103; rispetto alla raccomandazione Oms (4 giorni oltre i 15 µg/m3), Milano tocca di nuovo 206 giorni, Torino 173 e Padova 165. In tutte le città italiane dello studio il biossido di azoto (NO2) sfora i limiti giornalieri dell’Oms per almeno metà dei giorni dell’anno, con punte di 356 giorni a Palermo, 351 a Catania e 333 a Genova, tutte città portuali. Anche Roma, Torino e Milano hanno aria inquinata quasi tutto l’anno (rispettivamente per 317 giorni, 293 e 290). I superamenti giornalieri mostrano una situazione critica anche rispetto a nuovi limiti europei: a fronte dei 18 giorni di sforamento consentiti dalla Ue, Napoli ne registra 197, Palermo 173 e Genova 100. Le città portuali superano il limite di legge attuale di 40 μg di media annua – Napoli (51), Palermo (49) e Genova (42) – arrivando fino a cinque volte la soglia Oms (10 μg).    

Quanto alle Pm10, tutte le città superano sia la media annuale massima fissata dall’Oms che la quota di superamenti giornalieri del limite di 45 μg. Le città più inquinate Palermo, Milano e Napoli superano il limite giornaliero rispettivamente per 100, 94 e 86 giorni l’anno. Sulla base dei dati di popolazione e inquinamento, si stimano 6.731 morti premature attribuibili all’esposizione a PM2,5 nelle 27 città analizzate: circa l’8% della mortalità non traumatica negli adulti. A Milano l’impatto arriva al 14%, a Torino e Padova al 12%. Questi decessi sarebbero in gran parte evitabili, osservano i medici dell’Isde, riducendo l’inquinamento verso la soglia Oms di 5 µg/m3. “I dati del 2025 confermano senza ambiguità che l’inquinamento atmosferico nelle città italiane è un’emergenza sanitaria strutturale”, dichiara Roberto Romizi, presidente di Isde Italia rilevando che “è un’esposizione cronica che incide ogni giorno sulla salute dei cittadini, in particolare di bambini, anziani e persone fragili. Rimandare ancora l’adozione di politiche efficaci significa accettare un carico evitabile di malattie e di morti premature”.