Tempo di lettura: 3 minuti

Quando sta per andare in archivio quasi un quinto della stagione, il Benevento può contare su un bottino di 11 punti. Tanti? Si poteva fare di più? Il beffardo 2-2 di ieri contro il Vicenza ha impedito alla Strega di salire a quota 13, sfiorando la quarta vittoria consecutiva quando la partita sembrava ormai in pugno. Un pareggio difficile da digerire, soprattutto perché il Vicenza visto all’opera al Vigorito è apparso tutt’altro che irresistibile, salvato soprattutto dagli errori dei giallorossi.

Un mix di scarsa cattiveria sotto porta, qualche cambio discutibile o tardivo e poca attenzione da parte di una squadra che, sul 2-0, ha probabilmente pensato di avere i tre punti in cassaforte. Ma la Serie B non è la Serie C. Bastano pochi secondi per rimettere in partita un avversario, perché il livello tecnico è decisamente più alto e ogni squadra ha le qualità per colpire. Nella ripresa, forte del doppio vantaggio, al Benevento è mancata la voglia di continuare a mettere pressione agli avversari, che erano ormai vicini al precipizio e che più volte si erano salvati grazie a un Gagno in versione Buffon.

Mancate sostituzioni

Alcuni giallorossi, dopo un primo tempo giocato a ritmi altissimi, hanno accusato un calo fisico: Maita e Salvemini, in particolare, sono sembrati in difficoltà. Dalla panchina, però, Floro Flores ha optato per altre soluzioni. Gli errori, in campo e nelle scelte tecniche, fanno parte del calcio. Nel dopo gara, il tecnico ha analizzato la prestazione con lucidità, assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni.

Un atteggiamento tutt’altro che scontato nel calcio di oggi, dove spesso si tende ad attribuire ad altri le colpe dei risultati negativi. Dopo aver gettato al vento due punti, la tentazione potrebbe essere quella di…”gettare tutto all’aria”. Ma non può e non deve essere così. Il Benevento ha dalla sua 11 punti conquistati in sette giornate: un bottino importante per una neopromossa che ha dichiarato di puntare alla salvezza.

Lezione da imparare

Potrebbe sembrare paradossale, ma il 2-2 contro il Vicenza va considerato un investimento sul futuro. Una lezione da tenere bene a mente, magari anche negli spogliatoi: “La partita è finita quando l’arbitro fischia”, per dirla con Vujadin Boškov.

In Serie B nulla è scontato. Servono massima concentrazione e attenzione per tutti i 95 minuti, oltre alla capacità di leggere i diversi momenti della partita e capire quando è necessario soffrire e quando, invece, bisogna continuare ad attaccare.

Saio lo ha spiegato senza girarci intorno: “Nella ripresa non è subentrata ansia. Durante le gare ci sono dei momenti. Loro sono ripartiti più carichi di noi e non doveva succedere. Non dovevamo abbassarci così”.

Al di là delle scelte di Floro Flores, giudicate da alcuni discutibili o tardive, il punto centrale resta uno: il Benevento non può più permettersi cali di tensione o atteggiamenti appagati. Nemmeno sul 2-0, davanti al proprio pubblico e contro un Vicenza che, fino a quel momento, aveva faticato a costruire gioco e occasioni.

Futuro

Adesso c’è l’Arezzo all’orizzonte e sarebbe inutile continuare a rimuginare su ciò che poteva essere contro il Vicenza e non è stato. Come diceva Totò, “È la somma che fa il totale”. In sostanza, la Strega ha 11 punti ed è da questo dato che bisogna ripartire, a patto di aver davvero imparato la lezione del pomeriggio del Vigorito.