«La Polizia di Stato era la sua seconda casa, per me un amico, prima ancora che un valido agente». Sono le parole del questore di Avellino, Pasquale Picone, che con la voce rotta dall’emozione ricorda l’ispettore Antonio Villani, morto tragicamente mentre era impegnato nel servizio di scorta alla squadra di calcio dell’Avellino, in trasferta a Cesena.
Una perdita che ha scosso profondamente non soltanto la Polizia di Stato, ma l’intera Nazione, stretta attorno alla famiglia dell’ispettore e ai suoi colleghi. «Da ieri sera sto ricevendo messaggi di vicinanza e di cordoglio da parte di tutti: cittadini, associazioni ed esponenti politici», racconta Picone. «Ovviamente non poteva che essere così, perché la figura e lo spessore di Antonio Villani erano noti a tutti. Per noi si tratta di una grandissima perdita».
Nel ricordarlo, il Questore va oltre il profilo professionale, restituendo l’immagine di un uomo che aveva fatto della competenza e della disponibilità verso gli altri i tratti distintivi del proprio lavoro. «Era un poliziotto competente, ancor prima che buono e gentile. Anticipava alla competenza il garbo e la correttezza umana. Era un uomo di poche parole, ma di assoluta vicinanza alle persone che avevano bisogno di lui».
Parole che raccontano la stima e l’affetto di chi ha condiviso con Villani un percorso professionale, ma anche un rapporto umano profondo. Un dolore che, in queste ore, si accompagna alla necessità di sostenere chi resta: la moglie e le due figlie dell’ispettore.
«La famiglia Villani da oggi sarà la mia famiglia», ha assicurato Picone. Una promessa che il questore ribadisce, sottolineando come attorno ai familiari si stia stringendo l’intera comunità della Polizia di Stato. «Il signor Ministro dell’Interno e il signor Capo della Polizia, direttore del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sono stati da subito vicini alla Polizia di Stato di Avellino e alla famiglia di Antonio Villani, e continueranno a esserlo insieme a me anche in futuro».
Un impegno che guarda ai giorni difficili che attendono i familiari, chiamati ad affrontare una perdita improvvisa e dolorosa, con il sostegno di un’intera istituzione che considera Villani uno dei suoi uomini.
Sul fronte della dinamica dell’incidente, il Questore mantiene invece il massimo riserbo, rimandando agli accertamenti delle autorità competenti. «Su come si è verificato il sinistro avete già letto. Ovviamente non aggiungo altro poiché ci sono degli organi giudiziari e c’è la Sezione della Polizia Stradale della Polizia di Stato di Forlì-Cesena che ha effettuato i relativi rilievi e ha riferito all’autorità giudiziaria. Su questo punto non posso aggiungere altro».
Un legame racchiuso in quella frase pronunciata con commozione: «La Polizia di Stato era la sua seconda casa. Per me un amico, prima ancora che un valido agente».















