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“Meno illusioni, più soluzioni”. “Il diritto allo studio non può dipendere dal prezzo della benzina”. “Stop al caro vita”.

Sono solo alcuni degli striscioni portati in piazza dagli studenti di Avellino: le strade sono tornate a riempirsi con le voci e i passi di centinaia di studenti, scesi in piazza per far valere i propri diritti di fronte alle difficoltà che colpiscono quotidianamente il mondo della scuola e della formazione. Un appuntamento atteso e molto sentito, diffuso nei giorni precedenti attraverso le locandine d’invito – come quella che chiamava a raccolta i giovani in Piazza Libertà – per dire un no netto all’emergenza precarietà, al rincaro dei carburanti, al dimezzamento dei trasporti pubblici e al degrado degli edifici scolastici. La giornata è stata però segnata anche da un clima di forte tensione e da evidenti tentativi di boicottaggio: qualcuno ha infatti cercato fino all’ultimo di sabotare la manifestazione, provando a farla slittare, a diffondere disinformazione o a svuotarne il senso per disincentivare la partecipazione. Ma le manovre di disturbo non sono bastate a fermare i ragazzi, che hanno risposto riempiendo la città in massa.

Da una parte la quota maggioritaria dello sciopero studentesco, guidata dai militanti dell’Unione degli Studenti (UdS), ha sfilato in corteo per mettere al centro del dibattito il diritto allo studio, il caro libri, la necessità di trasporti gratuiti per i pendolari e la messa in sicurezza degli istituti scolastici irpini, intrecciando le rivendicazioni territoriali con i temi sociali e le battaglie civili e internazionali. Dall’altra parte, gli “Studenti del Tricolore” si sono radunati in un presidio distinto per prendere le distanze dalla linea condotta dal resto della piazza.
In piazza con tutti gli altri studenti anche il sindaco di Avellino, Nello Pizza: “Gli studenti quando protestano hanno sempre ragione, quindi è importante essere vicini oggi più che mai hanno più di un motivo per essere per essere arrabbiati e per protestare. C’è un taglio costante alle spese per la scuola per l’istruzione, mentre invece aumentano gli stanziamenti per gli armamenti e quindi da questo punto di vista credo che la loro manifestazione sia più che giusta. 
Piazza Libertà, come in tante altre piazze, ho visto tanti giovani, consapevoli e presenti. Portano con sé un vento nuovo, ed è un inno alla speranza. In un tempo in cui l’ottimismo sembra non avere più spazio, sono loro a restituircelo.
Il Governo non può girare la faccia dall’altra parte. Voltare le spalle a queste categorie, a queste generazioni significherebbe voltare le spalle al Paese intero e a quel Mezzogiorno che produce, lavora e ogni giorno contribuisce alla ricchezza della Paese”.
 
E sullo sciopero degli autotrasportatori al casello dove il sindaco Pizza nn ha partecipato, chiarisce: “Io credo che c’è un limite anche al modo di protestare e al tempo in cui si protesta, perché quando poi queste proteste prolungate si ripercuotono sulla comunità intera non ha più il senso iniziale di una protesta giusta. Quindi io credo che bisogna avere anche la giusta misura e rispettare anche chi non vuole protestare in questo caso“.