“Contro carovita, precarietà e guerre; Per la scuola sociale, diserzione totale. Soldi a scuole e trasporti, non alle armi“. Con questa frase incisa sullo striscione rosso simbolo dell’Unione studentesca, anche la piazza avellinese, come nel resto della Campania e della nazione, ha fatto sentire la propria voce all’interno della mobilitazione studentesca.
Circa quattrocento ragazzi provenienti dalle scuole di tutta la provincia si sono dati appuntamento nel piazzale della chiesa di San Ciro per poi sfilare in corteo fino a piazza Libertà. A guidare la protesta, promossa dal Collettivo studentesco irpino e dai Giovani comunisti, sono stati i problemi che da anni pesano sul diritto allo studio: trasporti pubblici inefficienti, aule sovraffollate, edifici fatiscenti e il costo sempre più insostenibile dei libri di testo.
La manifestazione è stata anche l’occasione per presentare un dossier dettagliato sui problemi delle scuole irpine, frutto di un sondaggio condotto nelle scorse settimane e consegnato direttamente ai rappresentanti della Provincia a Palazzo Caracciolo, dove poi una delegazione è stata ricevuta dal Presidente Fausto Picone.
Tra le criticità più sentite emerge senza dubbio quella dei trasporti: per i tanti studenti pendolari, specialmente per chi vive nell’Alta Irpinia, raggiungere la scuola o l’università è un’impresa quotidiana fatta di autobus sovraffollati, corse insufficienti e collegamenti diretti del tutto assenti, come nel caso delle tratte Lioni-Avellino o Avellino-Fisciano.
Oltre alle rivendicazioni strettamente scolastiche — che vanno dalla richiesta di edifici sicuri all’abolizione del Pcto, fino all’introduzione dello psicologo scolastico e all’aumento degli stipendi per docenti e personale ATA — dalla piazza si è levata una forte critica alle politiche nazionali ed estere. Gli studenti hanno contestato le risorse destinate alle spese militari, chiedendo che quei fondi vengano invece investiti per mettere in sicurezza gli istituti e garantire un’istruzione pubblica accessibile a tutti.
Il corteo, infine, ha allargato il proprio sguardo alle difficoltà sociali del territorio, esprimendo solidarietà agli agricoltori irpini in lotta e lanciando un appello a lavoratori e disoccupati per fare fronte comune contro il carovita, l’aumento della benzina e la precarietà, nel segno di una scuola e di una società più giuste, laiche e solidali.

























