Una scuola abusiva costruita dal Comune di Napoli in zona vincolata: doveva essere abbattuta, non lo sarà più. Sulla scuola di via Rotondella ai Camaldoli, quartiere Chiaiano, gli ultimi rumors di stampa (febbraio 2025) parlano di progetti di rilancio del Comune. Dopo un’interlocuzione con Ministero della Cultura e Soprintendenza, emerge l’idea di trasformarla in centro sportivo per i ragazzi del quartiere. Il tempo tuttavia passa, e non si arriva a soluzione. E c’è chi rilancia l’allarme sulla struttura, sorta nella Selva di Chiaiano, ma senza l’indispensabile autorizzazione paesaggistica. Sono Salvatore Passaro, consigliere della municipalità 9, e l’avvocato Lucio Biancardi, presidente dell’Associazione “Diritto alla Casa”. Proprio loro, da anni, sollevano la vicenda della scuola di via Rotondella. E adesso ipotizzano un “profilo di potenziale danno erariale”, a fronte di un “costo già sostenuto di € 1.560.000,00, in assenza di effettiva fruizione della struttura”.
Resta in piedi la proposta di riconversione. “La scuola Rotondella, se finalmente completata – sostengono Passaro e Biancardi -, potrebbe essere rifunzionalizzata come centro polisportivo e polifunzionale, capace di ospitare attività scolastiche, educative, aggregative e sportive”. Un obiettivo che “non è solo tecnicamente possibile — l’ordinamento consente, per le opere pubbliche incompiute, anche il cambio di destinazione d’uso purché orientato a criteri di appropriatezza e utilità collettiva — ma è soprattutto necessario e giusto”. Arrivarci, infatti, “significherebbe offrire a centinaia di ragazzi e famiglie un luogo concreto di crescita e di inclusione, sottraendoli al degrado e alla marginalità”, inserendoli “in un contesto in cui lo sport diventi strumento di educazione alla lealtà, alla disciplina, al rispetto delle regole e alla sportività”.
LE TAPPE DELLA VICENDA
Il progetto della scuola di via Rotondella nasce da una proposta del 2002, per costruire un edificio scolastico in una zona sprovvista. Nel 2004 arriva l’autorizzazione al progetto definitivo, approvato anche dal ministero dell’Istruzio. Nel 2008 c’è l’ok alla variante. I lavori cominciano nel 2008, sarebbero dovuti durare circa due anni. Nel luglio 2010 c’è però lo stop al cantiere, per la scoperta di assenza del parere della Soprintendenza. Da allora la scuola è in stato di abbandono. Per anni l’edificio è rimasto incompiuto, e a rischio demolizione. Fino alla teorica svolta, con la decisione di valutare una riqualificazione. Una svolta rimasta sulla carta, sinora. Ad oggi, come segnalano Passaro ed il legale Biancardi, la struttura risulta ancora ferma e incompleta.















