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A Benevento diminuiscono i detenuti, ma il carcere resta ben oltre la propria capacità di accoglienza. Alla fine di settembre 2026, la casa circondariale “Michele Gaglione” ospita 366 persone a fronte di 231 posti effettivamente disponibili: 135 presenze in più, con un tasso di affollamento del 158,4%. In termini concreti, quasi 159 detenuti ogni cento posti agibili.

È il quadro che emerge dal report mensile sulle carceri italiane elaborato da Ottorighe, sulla base del bollettino del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e delle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia. Una fotografia riferita a settembre che colloca Benevento sopra sia alla media campana, pari al 150%, sia a quella nazionale del 142,8%.

A pesare è anche la differenza tra capienza regolamentare e disponibilità effettiva. I posti previsti nell’istituto sannita sono 259, ma 28 risultano inagibili, quasi l’11% del totale. Calcolando l’affollamento sulla capienza regolamentare, il rapporto si attesta intorno al 141%; considerando soltanto i posti utilizzabili, sale al 158,4%.

Il dato resta critico nonostante la flessione delle presenze rispetto a un anno prima. A settembre 2025 i detenuti erano 382: nell’arco di dodici mesi sono quindi diminuiti di sedici unità. Nel periodo osservato dal report, la popolazione dell’istituto ha oscillato tra un minimo di 362 e un massimo di 401 persone. La riduzione registrata su base annua non è dunque bastata a riportare le presenze entro la capienza disponibile.

Sul versante del personale, il documento segnala 226 agenti di Polizia penitenziaria in servizio rispetto ai 253 previsti. Mancano quindi 27 unità, con una scopertura di circa l’11%. Gli educatori sono otto, pari a uno ogni 46 detenuti. Il rapporto numerico tra agenti e popolazione detenuta, calcolato sull’intero organico in servizio, non indica invece quanti operatori siano contemporaneamente presenti nei singoli turni.

Tra le persone detenute a Benevento figurano 72 donne, il 19,7% del totale, e 23 cittadini stranieri, pari al 6,3%. Quest’ultima quota è inferiore sia alla media regionale dell’11,7% sia a quella nazionale del 31,6%.

Il caso sannita si inserisce in un sistema regionale diffusamente sovraffollato. In Campania il report conta 8.125 detenuti per 5.416 posti effettivi, con un’eccedenza di 2.709 persone. Dodici dei quattordici istituti attivi superano la capienza reale; Pozzuoli risulta invece senza detenuti e con tutti i 98 posti inagibili.

Il tasso più elevato si registra a Napoli Poggioreale, dove 2.313 detenuti occupano un istituto con 1.357 posti disponibili: l’affollamento raggiunge il 170,4%. Seguono Vallo della Lucania, intorno al 168%, e Salerno, al 159,2%. Benevento, con il 158,4%, presenta il quarto valore più alto della regione, appena davanti a Santa Maria Capua Vetere, al 157,6%.

Anche le carceri irpine superano la soglia: Sant’Angelo dei Lombardi è al 152,2%, Ariano Irpino al 151,4% e Avellino al 143,7%. Restano sotto capienza Eboli e l’istituto a custodia attenuata per madri di Lauro.

Secondo l’indicatore utilizzato da Ottorighe, il 99,4% dei detenuti campani vive in un istituto sovraffollato. Una percentuale che misura la diffusione del fenomeno, distinta dal tasso di occupazione dei posti.

Per Benevento, i numeri individuano due questioni concrete: recuperare i 28 posti oggi inagibili e colmare la scopertura della Polizia penitenziaria. Anche il pieno ripristino della capienza regolamentare, tuttavia, lascerebbe l’istituto oltre il limite: con 366 detenuti e 259 posti, le presenze sarebbero ancora 107 in più rispetto alla capacità prevista.