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È stata inaugurata oggi la storica Fiera di Natale in via San Gregorio Armeno, con una folla di turisti giunta per il weekend di Ognissanti. L’iniziativa è stata promossa dall’assessorato al Turismo con l’assessora Teresa Armato, con l’obiettivo di anticipare i tempi del periodo natalizio per prolungare la stagione turistica e, soprattutto, ampliare l’indotto commerciale. Se il buongiorno si vede dal mattino, però, c’è davvero da stare poco allegri: non per l’assenza di visitatori, ma per il caos e il mancato rispetto delle regole minime. A dirsi profondamente amareggiati e ad alzare la voce sono gli artigiani e i commercianti regolari. Se da un lato l’avvio precoce delle festività rappresenterebbe nelle intenzioni un’opportunità di crescita, dall’altro mette a nudo paradossi e contraddizioni infrastrutturali e di gestione della città, a partire dall’aeroporto fermo che rischia di paralizzare l’accoglienza proprio nel momento di massimo afflusso di visitatori.

A farsi portavoce di questo disappunto è l’associazione Artigianà, presieduta da Germana Falibretti, che tutela il commercio e l’artigianato autentico partenopeo contro la contraffazione e l’invasione di souvenir di bassa qualità, denunciando come sia assurdo e ingiusto chiedere continui sacrifici e rispetto delle regole a chi paga le tasse e sostiene i costi di gestione, per poi chiudere un occhio di fronte all’imperversare di una concorrenza sleale e sommersa. Il grido d’allarme dell’associazione si è formalizzato nell’ennesimo esposto urgente inviato alle autorità — un vero e proprio SOS rivolto alla Prefettura e all’Amministrazione comunale — per chiedere interventi immediati e non più differibili contro uno stato di totale e incontrollato abbandono che affligge il centro storico, patrimonio dell’UNESCO, con particolare gravità nei Decumani (via dei Tribunali e via San Biagio dei Librai), in via Toledo e sul Litorale.

L’inchiesta sul campo condotta da Anteprima24 conferma uno scenario di anarchia commerciale in cui la passeggiata nel ventre molle della città si trasforma per i visitatori in un’estenuante corsa a ostacoli tra banchi di merce contraffatta e ambulanti abusivi inclini a pratiche aggressive e moleste: dalla vendita insistente di calzini, amuleti e cornetti portafortuna fino al pittoresco ma invadente “rito del lancio del sale” contro il malocchio. Come riscontrato di persona, mentre nei confronti dei cittadini napoletani gli abusivi desistono rapidamente, contro i turisti stranieri si innescano condotte invadenti con contatti fisici e richieste martellanti di denaro; cifre che oscillano dai 20 ai 60 euro a fronte di fantomatiche offerte libere, in cui spesso i questuanti intascano banconote da 20 o 50 euro sostenendo di non avere il resto. A questa forma di estorsione stradale e di degrado urbano si aggiunge la palese disparità di trattamento lamentata dagli esercenti: mentre chi opera nella legalità subisce controlli stringenti e rigidi sull’occupazione del suolo pubblico, le installazioni abusive mantengono postazioni fisse restando del tutto indisturbate. Dinanzi a una carenza di organico delle forze dell’ordine, Artigianà sollecita il superamento dei presidi fissi – rivelatisi inefficaci come deterrente – a favore di un servizio dinamico della Polizia Municipale e l’apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale per salvaguardare la vivibilità, il decoro urbano e il fatturato delle botteghe storiche che rischiano il collasso, restituendo dignità al commercio onesto e all’immagine internazionale di Napoli.