Una strage che sembra non fare notizia in una città come Napoli abituata al sangue innocente. Anteprima24 ha incrociato le informazioni di diverse banche dati ed ha ricostruito i numeri degli ultimi quattro anni di incidenti stradali mortali in città cui sono coinvolti principalmente i pedoni: persone che erano intente ad attraversare sulle strisce pedonali, trovarsi sotto casa oppure passeggiavano su di marciapiede oppure viaggiavano in bicicletta o scooter. La tabella che Anteprima24 ha costruito è da brividi e certifica nero su bianco i numeri tragici di un fallimento.
Dati che consiglierebbero al sindaco Gaetano Manfredi e Antonio De Iesu, assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli di correre ai ripari. Occorre fare di più e meglio. In ordine di tempo il tragico e vile investimento costato la vita a Rosa Sellappulige Pelaid Krishantha Thilak, conosciuto a tutti come Thilak Rosa, travolto e abbandonato senza soccorso sull’asfalto viscido del Ponte della Sanità in via Santa Teresa degli Scalzi, rappresenta l’ennesimo, inaccettabile bollettino di guerra di una mobilità urbana allo sbando che impone a Palazzo San Giacomo di elevare la sicurezza stradale a priorità assoluta e non più eludibile dell’agenda politica cittadina.
La morte del 58enne srilankese – che in tasca aveva un biglietto aereo già acquistato per tornare in patria a riabbracciare la moglie e la figlia – si inserisce in una scia di sangue che nei primi dieci mesi del 2026 ha già spezzato 16 vite umane nel solo contesto urbano, portando a un drammatico bilancio complessivo di ben 138 vittime sulle strade napoletane nel quadrennio che va dal 2022 a oggi, scandito dai picchi allarmanti del 2023 (37 decessi) e del biennio successivo (35 morti nel 2024 e 27 nel 2025). Di fronte a questi numeri impietosi, estratti da Anteprima24 dai report ufficiali ACI-Istat e dall’Infortunistica Stradale della Polizia Locale, appare evidente come la vulnerabilità dei pedoni e la piaga della pirateria stradale – acuite da un’omertà diffusa e da comportamenti alla guida intrisi di spregiudicatezza, come dimostra lo scooter pirata privo di copertura assicurativa coinvolto nel delitto del Ponte della Sanità – non possano più essere derubricate a fatalità o a tragiche eccezioni.

La mappatura dei rischi elaborata dalla Polizia Locale indica come arterie del calibro di Corso Garibaldi, Corso Vittorio Emanuele, Via Marina e Via Foria siano vere e proprie zone franche dove l’alta velocità, il mancato rispetto dei passaggi pedonali e la distrazione da smartphone mietono vittime soprattutto nella fascia pomeridiana di rientro e durante le ore notturne dei fine settimana. Sebbene l’amministrazione abbia introdotto timidi correttivi – come i dossi e gli attraversamenti rialzati in alcune aree sensibili o i controlli sui veicoli non assicurati –, l’intervento strutturale appare ancora largamente insufficiente: occorre un piano straordinario di rigore urbano che unisca l’installazione massiccia di sistemi di controllo elettronico della velocità e telecamere intelligenti sugli assi viari periferici e centrali a una radicale campagna di educazione civica e potenziamento dei corpi di vigilanza su strada.
La città non può continuare a piangere lavoratori come il 58enne Thilak Rosa, giovanissime come la diciassettenne Anna Grimaldi travolta in corso Secondigliano, giovani promesse dello sport come il diciassettenne Domenico Cirillo travolto sulle strisce pedonali in viale Dohrn, ragazze piene di vita come la ventisettenne Rita Granata travolta in via Leopardi a Fuorigrotta e la ventunenne Sara Romano travolta in via Cattolica a Bagnoli, turiste come la ventiquattrenne Rebecca Pepe investita sul lungomare, cittadini come il sessantenne Sossio D’Ambra travolto in via Caracciolo, donne drammaticamente colpite come Zhanna Rubakha e Oksana Kotlova travolte nella zona di Porta Nolana / Corso Garibaldi, o figure illustri del mondo accademico come l’architetto e urbanista ottantacinquenne Italo Ferraro investito in corso Vittorio Emanuele; la sicurezza stradale deve diventare il perno centrale del governo cittadino, perché tollerare ancora una sola morte sulle strade di Napoli significa abdicare ai doveri minimi di civiltà e tutela della vita umana.
Intanto domani dalle ore 9:30 alle 13:30, presso la Sala Cirillo della Città Metropolitana di Napoli (Piazza Giacomo Matteotti 1, Napoli) si svolgerà l’incontro conclusivo del progetto “Guida ResponsabilMente”, un’iniziativa di educazione e prevenzione sulla sicurezza stradale rivolta ai giovani che confronta istituzioni, scuole, sanità, università, forze dell’ordine e familiari delle vittime della strada.progetto promosso dalla Città Metropolitana di Napoli (in partenariato con il Comune di Napoli e l’Università Federico II, e finanziato dal Fondo contro l’incidentalità notturna). Spazio dedicato al ricordo e al dolore dei familiari delle vittime della strada (Associazione R.I.T.A. e Fondazione Domenico Cirillo). La chiusura spetta alla “Voce degli studenti”, con le riflessioni di una rappresentanza dei circa 1.000 ragazzi e 100 docenti di 8 istituti scolastici coinvolti.


















