Tre colpi di fucile contro la moglie, rimasta gravemente ferita. Per quell’aggressione, avvenuta il 2 febbraio scorso a Paduli, Valentino Salomone è stato condannato in primo grado a dodici anni di reclusione, oltre alle statuizioni civili. Il giudice ha riconosciuto l’ipotesi accusatoria di tentato omicidio premeditato, respingendo la richiesta della difesa di riqualificare il fatto in lesioni gravissime.
La sentenza arriva a nove mesi dal ferimento. Quel giorno il vigilante aveva raggiunto l’abitazione in contrada Femmina Arsa, nella zona al confine con Sant’Arcangelo Trimonte. Qui erano stati esplosi i colpi contro la moglie, che aveva riportato gravi ferite ed era stata trasportata in codice rosso all’ospedale San Pio di Benevento. I carabinieri avevano rintracciato e bloccato Salomone nei pressi della casa. La donna era sopravvissuta. Nei giorni successivi al ricovero, pur restando inizialmente in prognosi riservata, le sue condizioni avevano mostrato un miglioramento. Le cronache dell’epoca riferivano che i coniugi vivevano già separati.
Al centro del processo si è posta anche la valutazione della condotta dell’imputato: tentativo di uccidere o lesioni gravissime. La difesa ha sostenuto la seconda ricostruzione, richiamando le conclusioni della consulenza medico-legale e chiedendo inoltre di escludere l’aggravante della premeditazione. Una lettura che il giudice non ha condiviso. La decisione ha confermato l’impostazione accusatoria, riconoscendo il tentato omicidio premeditato e fissando la pena in dodici anni.
La difesa ha annunciato appello, che sarà proposto dopo il deposito della sentenza di primo grado. Saranno le motivazioni a chiarire il percorso seguito dal giudice e le ragioni per le quali sono state respinte le richieste di una diversa qualificazione del fatto e di esclusione della premeditazione. La condanna non è definitiva.




















