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Il processo a Paolo Nizza, 35 anni, di Benevento, si è concluso con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta remissione di querela, dopo la riqualificazione dell’accusa principale in percosse e lesioni. La decisione è stata pronunciata il 28 ottobre dalla giudice Graziamaria Monaco del Tribunale di Benevento. Nizza è stato assistito dall’avvocato Luca Russo.

Al centro del procedimento c’erano i rapporti tra l’imputato e la madre convivente, con contestazioni riferite al periodo compreso tra novembre 2019 e luglio 2020. L’accusa descriveva minacce, offese e aggressioni, culminate nell’episodio del 17 luglio 2020: secondo l’imputazione, la donna sarebbe stata spinta fuori dall’abitazione e sarebbe caduta, riportando una frattura al polso giudicata guaribile in trenta giorni. A Nizza era stata contestata anche un’ulteriore condotta di violenza e minaccia, che secondo l’accusa sarebbe stata diretta a condizionare la testimonianza della madre nel processo per l’omicidio del marito.

È stato però l’esame della donna, nell’ultima udienza, a restituire un quadro diverso. Come riportato nella motivazione, la madre ha descritto gli episodi come sporadici e isolati, dichiarando di aver esagerato nel racconto reso alla polizia giudiziaria per una volontà punitiva nei confronti del figlio. Ha inoltre ribadito più volte l’intenzione di rimettere la querela. Per la giudice, dalle testimonianze e dalla documentazione acquisita non è emersa l’abitualità necessaria a configurare il reato di maltrattamenti. I fatti sono stati quindi ricostruiti in termini più lievi rispetto alla contestazione iniziale. Anche la pubblica ministera Giulia Zerella aveva chiesto di non riconoscere il reato di maltrattamenti e di dichiarare il non doversi procedere per gli altri capi, in conseguenza della remissione della querela. La difesa si era associata alle richieste.

Nel dispositivo, il Tribunale ha riqualificato il capo relativo ai maltrattamenti nelle ipotesi di percosse e lesioni e ha dichiarato estinti per remissione di querela i reati contestati, pronunciando il non doversi procedere nei confronti di Nizza.