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A 24 ore dalla seduta del Consiglio comunale di Napoli non si placano le polemiche e le tensioni che coinvolgono l’opposizione e diversi settori della maggioranza. Nell’assise da tempo serpeggia un forte malumore tra i consiglieri comunali, che vivono una profonda frustrazione rispetto al bizantinismo dell’amministrazione. Il sindaco Gaetano Manfredi è quasi sempre assente, per non parlare degli assessori che spesso, nonostante siano proponenti di delibere e provvedimenti da sottoporre al voto dell’aula, non si presentano.
A fare da jolly e da capro espiatorio è l’assessora al Turismo e alle Attività Produttive, Teresa Armato, che cerca di fare il possibile — e anche di più — per tenere insieme la baracca. Buona parte dei lavori si è concentrata sull’approvazione di delibere di variazione di bilancio che qualcuno, sottovoce, ha apostrofato come “noiose”. Parliamo di documenti contabili, stanziamenti non previsti per spese già effettuate, anticipazioni di avanzi vincolati, ripianamento dei debiti e provvedimenti finanziari; insomma, denaro dei napoletani che avrebbe bisogno di attente analisi, documenti dettagliati e della più ampia trasparenza. Spesso, invece, la “materia noiosa” viene liquidata con la lettura di documenti preparati dai tecnici e una votazione veloce per alzata di mano.

Nel vivo del confronto contabile, a dominare la scena è stato il rigoroso lavoro di verifica e controllo condotto dalla consigliera di Forza Italia, Iris Savastano, l’unica dell’assemblea che ha messo sotto la lente d’ingrandimento la gestione dei fondi pubblici e la spesa per i grandi eventi, con particolare riferimento ai fondi stanziati per la visita del Papa. La consigliera ha duramente contestato il metodo con cui l’amministrazione sottopone all’approvazione del Consiglio delibere che riguardano ingenti somme di denaro pubblico ormai “a cose fatte”, ovvero quando i fondi sono già stati spesi.
“Ci ritroviamo ad approvare delibere su somme di denaro pubblico quando ormai i fondi sono già stati spesi, come nel caso degli eventi per la visita pastorale; chiediamo costantemente i dettagli analitici delle spese e i nomi dei beneficiari, ma otteniamo solo generiche rassicurazioni sul fatto che la rendicontazione arriverà in un secondo momento“, ha tuonato dai banchi dell’opposizione la consigliera Savastano.
Nel dettaglio della discussione economica, è emerso con forza il nodo delle risorse mobilitate per l’evento: un’imponente macchina finanziaria che ha visto convergere 300mila euro da parte della Regione Campania, 40mila euro erogati dalla Città Metropolitana e ulteriori somme coperte direttamente dal bilancio del Comune di Napoli. Una spesa complessiva ingente su cui l’opposizione ha denunciato l’assenza di una completa documentazione a supporto: gli uffici, infatti, hanno trasmesso ai gruppi consiliari solo generici prospetti e cifre finali.
Incalzando ulteriormente la giunta sugli altri conti, la consigliera Savastano ha evidenziato: “Perché è possibile un aumento di un milione di euro rispetto all’importo originario? Vogliamo capire se c’è stato un errore materiale nei quadri economici o se ci troviamo di fronte a un incremento ingiustificato che ricade sulle tasche dei cittadini, senza che vi sia una preventiva e trasparente condivisione“.


A replicare e a difendere l’operato dell’amministrazione ci ha pensato l’assessora Teresa Armato, che ha gestito in solitaria il peso politico e amministrativo del confronto d’aula: “Stiamo fornendo tutte le risposte necessarie e un’informazione dettagliata per tutte le pratiche e le delibere all’esame del Consiglio, assicurando la massima trasparenza rispetto agli atti amministrativi e contabili e garantendo che gli interventi finanziati rispondano a una programmazione mirata alla riqualificazione del territorio», ha ribattuto l’esponente della giunta Manfredi. Rispondendo alle sollecitazioni dell’opposizione in merito alla regolarità dei fondi e agli interventi strutturali, l’assessora ha inoltre aggiunto: «Daremo un’informazione dettagliata per tutte le cose richieste, comprese le inaugurazioni e le attività svolte dai collegi, confermando che l’amministrazione procede nel pieno rispetto delle procedure e della sostenibilità finanziaria”.


La discussione si è poi allargata ad altre criticità finanziarie, tra cui la gestione dei fondi per l’archivio storico e il nodo del recupero dei finanziamenti e dei debiti fuori bilancio, come quelli relativi alla riduzione del rischio idrogeologico a San Giovanni a Teduccio. Su questi temi la minoranza ha continuato a chiedere un cambio di passo netto nella programmazione e nella rendicontazione, rimarcando la necessità di un controllo preventivo costante sull’impiego delle risorse pubbliche cittadine.
La tensione è aumentata ulteriormente a causa di alcune mozioni all’ordine del giorno a cui avrebbero dovuto rispondere altri assessori ma che, vista la loro assenza e per ragioni tecniche, non sono state evase. In aula, infatti, dei sette assessori proponenti era presente la sola Teresa Armato (con lei c’era l’assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città Carlo  e successivamente l’assessore al Bilancio Pier Luigi Baretta) la quale ha dovuto farsi carico di sostituire i colleghi assenti. Una situazione giudicata anomala che ha innescato la reazione critica della stessa maggioranza: il consigliere Sergio D’Angelo (Napoli Solidale) ha stigmatizzato con forza tali assenze, trovando la sponda anche della presidente del Consiglio, Enza Amato.