Il processo era arrivato alla discussione con una richiesta di quasi cinque anni di carcere. Si è concluso con quattro mesi di reclusione, pena sospesa, dopo che il giudice ha riconosciuto la lieve entità del fatto contestato in materia di stupefacenti.
È la sentenza pronunciata dalla giudice Monaco del Tribunale di Benevento nei confronti di Hendawy Karim Khaled Abdelhamid, difeso dall’avvocato Gerardo Giorgione. Alla pena detentiva si aggiungono 688 euro di multa e, per il secondo capo d’imputazione, 667 euro di ammenda.
La vicenda giudiziaria era cominciata con il ritrovamento di sostanza stupefacente e di un coltello a serramanico lungo circa quindici centimetri. Nel corso del processo Giorgione ha contestato la ricostruzione dell’accusa, sostenendo che la droga non fosse destinata allo spaccio. Il denaro che era stato sequestrato è stato interamente restituito all’imputato. Il pubblico ministero aveva chiesto quattro anni e dieci mesi di reclusione e ventimila euro di multa. Il giudice ha invece riqualificato il primo capo nell’ipotesi di lieve entità prevista dalla normativa sugli stupefacenti e riconosciuto le attenuanti generiche, arrivando a una pena sensibilmente inferiore. Per il secondo capo ha applicato l’ammenda, riconoscendo anche in questo caso la lieve entità del fatto. Concessa inoltre la sospensione condizionale della pena, sulla base di una valutazione favorevole circa l’astensione da ulteriori reati.
La sentenza è di primo grado. L’eventuale impugnazione porterà ora la vicenda davanti alla Corte d’Appello.




















