Non è stata una serata per esteti del calcio, ma per uomini pronti a lottare su ogni pallone. Ignazio Abate, tecnico della Juve Stabia, lo sapeva bene e a fine gara ha espresso tutta la sua soddisfazione per la prova di carattere dei suoi ragazzi. In un campionato ostico come quello cadetto, saper leggere i momenti della partita è una dote rara, e le Vespe hanno dimostrato di averla acquisita pienamente.
“È stata una gara maschia, sporca, difficile da interpretare sotto il profilo tecnico”, ha esordito Abate ai microfoni della stampa. “Sapevamo che non avremmo avuto molto spazio per il fraseggio e che l’agonismo l’avrebbe fatta da padrone. La squadra però è stata pronta: i ragazzi hanno messo l’elmetto e non si sono tirati indietro nei duelli individuali”.
Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza della compattezza difensiva e della capacità di soffrire nei momenti di pressione avversaria: “In queste partite, se non sei mentalmente presente, rischi di andare sotto al primo errore. Noi invece siamo rimasti lucidi, accettando una sfida fisica che ci ha visto protagonisti. Essere pronti a sporcarsi le mani è il primo passo per raggiungere i nostri obiettivi”.
Le parole di Abate riflettono l’anima di una Juve Stabia che non vuole solo giocare bene, ma sa anche indossare l’abito da battaglia quando il contesto lo richiede. Una consapevolezza che dà fiducia per il prosieguo del torneo: “Questa è la strada giusta. Il cammino è lungo, ma con questo spirito possiamo giocarcela contro chiunque”.

















