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Il Direttore Sportivo dell’Avellino, Mario Aiello ha analizzato con estrema lucidità la sessione invernale di calciomercato rivendicando la coerenza di un progetto nato per stabilizzare il club nel nuovo contesto della Serie B.  “Avevamo già pianificato l’idea di dover fare degli interventi sulla rosa perché il passaggio dalla C alla B ci ha portato ad avere un numero più alto che si lega a qualche infortunio“, ha esordito il dirigente, spiegando come la società abbia preferito operare con cautela per non smarrire l’identità del gruppo. “Immaginavamo di dover operare su due step per non fare tutto subito. Il rischio è di perdere i punti di riferimento che avevamo avuto in una stagione vincente sia in campo che fuori”.

La gestione delle partenze è stata, secondo Aiello, uno dei punti di forza di questa finestra di mercato, permettendo al club di agire con lungimiranza finanziaria. “Laddove ritenevamo che l’uscita fosse legata a un valore, abbiamo messo in piedi delle trattative che hanno portato a plusvalenze alla società”, ha precisato il DS, dichiarandosi pienamente soddisfatto del lavoro svolto sul fronte delle cessioni.

Per quanto riguarda gli acquisti, invece, la parola passa ora al rettangolo verde: “Non posso parlare bene di un lavoro fatto da me e da noi. Tutto va legato a ciò che si vedrà in campo, ma sugli obiettivi posti posso dire che tutti o quasi tutti quelli che avevamo in testa sono centrati“.

Uno dei momenti più intensi del racconto di Aiello ha riguardato il colpo Luca Pandolfi, arrivato al termine di un inseguimento burocratico ai limiti del possibile. “Il tesseramento a 10 secondi dal termine? Va ringraziato Tommaso Aloisi. Il Catanzaro ha dato l’ok a meno di un quarto d’ora dal termine”, ha rivelato il DS, sottolineando lo sforzo titanico del segretario generale. L’innesto dell’attaccante si è reso necessario per via di alcuni infortuni, mentre l’arrivo di Le Borgne è stato dettato da una nuova interpretazione tattica. Aiello ha infatti spiegato che “Palumbo da mezzala ha aperto ad una valutazione sul ruolo di regista e abbiamo preso un calciatore che ha più caratteristiche come Le Borgne”.

Spazio anche ai singoli casi di mercato, come quello di Sgarbi, definito un vero e proprio “jolly offensivo” che già lo scorso anno era nei radar del club, nonostante la sua iniziale resistenza a tornare in C. Su Crespi, invece, il DS è stato categorico: “Avevamo immaginato di attendere fino alla fine della sessione invernale, ma ha forzato per andare via e l’abbiamo accontentato”. Una gestione ferma che si riflette anche nella permanenza di Patierno, considerato “parte del progetto” fin dal primo giorno, nonostante i timidi approcci di altri club.

Guardando al futuro, Aiello non ha nascosto le insidie legate ai riscatti di elementi preziosi come Daffara e Missori, ammettendo che “in virtù del valore espresso fin qui, avremo difficoltà con alcune pedine arrivate in prestito secco“. Tuttavia, la solidità del club è garantita anche dal recupero dell’extrabudget legato all’uscita di Lescano. In chiusura, il DS ha già tracciato la rotta per l’estate, quando la squadra ripartirà da una base di diciassette o diciotto calciatori, puntando su profili di esperienza come Izzo: “Rientra nel progetto di garantire qualità ed esperienza, una guida per gli under”.