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La settimana di lavoro al Partenio-Lombardi ha consegnato a Davide Ballardini un dato chiaro: l’Avellino arriva alla sfida di Mantova con più soluzioni rispetto alle ultime uscite. Una buona notizia, almeno sulla carta, che però porta con sé anche diversi interrogativi nella costruzione dell’undici titolare.

Il primo nodo riguarda la difesa. Il rientro di Izzo rimette in discussione le gerarchie, soprattutto alla luce delle condizioni non ottimali di Simic e di un rendimento altalenante nel reparto. Ballardini riflette: affidarsi all’esperienza dell’ex Napoli o dare continuità a chi ha giocato di più nelle ultime settimane? Una scelta tutt’altro che scontata.

Anche a centrocampo i dubbi non mancano. Dopo l’esperimento poco riuscito di Kumi contro il Catanzaro, il tecnico sembra orientato a soluzioni più affidabili. Palmiero resta il punto fermo in cabina di regia, con Palumbo e Sounas destinati a garantire dinamismo e qualità. Resta però da sciogliere il ballottaggio per la quarta maglia: Besaggio cerca riscatto dopo un periodo opaco, mentre Missori si è rimesso in corsa grazie a un secondo tempo convincente nell’ultima uscita.

Il reparto offensivo è forse quello che offre più alternative. Biasci appare in vantaggio per il ruolo di seconda punta, ma al suo fianco Ballardini si prenderà tutto il tempo possibile per decidere. Patierno, Russo e Favilli rappresentano tre opzioni diverse per caratteristiche e stato di forma: velocità, imprevedibilità o fisicità. Una scelta che dipenderà anche da come il tecnico intenderà attaccare il Mantova. In porta, invece, nessun dubbio: Iannarilli va verso la conferma nonostante il rientro di Daffara. Una decisione che premia la continuità e l’affidabilità mostrata nelle ultime settimane. Ballardini, dunque, prepara una partita di equilibrio ma con la consapevolezza di avere più frecce al proprio arco. Le scelte finali saranno determinanti, perché in un match così delicato ogni dettaglio può spostare l’inerzia.

L’ARBITRO.  Non è una designazione che accende entusiasmi in casa Avellino. Per la sfida di sabato al “Martelli”, contro un Mantova in crescita, è stato scelto Andrea Calzavara della sezione di Varese. Un nome che, numeri alla mano, non ha mai sorriso ai colori biancoverdi. Sei precedenti complessivi e nessuna vittoria: un dato che pesa e che inevitabilmente entra nei pensieri della vigilia. In questa stagione il fischietto lombardo ha già incrociato tre volte il cammino degli irpini, senza mai portare fortuna: il pari di Pescara e le sconfitte contro Catanzaro e ancora contro gli abruzzesi. Un trend negativo che affonda le radici anche nelle passate stagioni di Serie C, tra Picerno, Benevento e Foggia, con un bilancio che racconta più difficoltà che episodi favorevoli.

Scenario diverso invece per il Mantova, che con Calzavara ha trovato risultati ben più positivi: due vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Numeri che, seppur non decisivi, contribuiscono a delineare un contesto psicologico particolare alla vigilia di una gara delicata per entrambe. A completare la squadra arbitrale ci saranno Capaldo e Pascarella come assistenti, Galiffi quarto uomo, mentre in sala VAR opereranno Giua e Monaldi. Un quadro completo per una sfida che vale punti pesanti e che l’Avellino dovrà affrontare provando a sfatare anche un piccolo tabù.