L’Avellino si barrica nel silenzio. Dopo il secondo 0-3 consecutivo incassato contro l’Empoli, la società ha annunciato la chiusura totale degli allenamenti e il silenzio stampa per l’intera ultima settimana di novembre. Una scelta prevedibile, quasi obbligata, per provare a isolare la squadra dalle critiche e restituire al gruppo un minimo di serenità in un momento che rischia di compromettere la stagione.
Nel comunicato diffuso all’indomani della sconfitta, la proprietà biancoverde ha lanciato un appello all’unità, ribadendo con forza la fiducia in Raffaele Biancolino: nessuna tentazione di cambio in panchina, nessun processo sommario al tecnico. Le responsabilità, si legge, non possono ricadere esclusivamente sull’allenatore, nonostante i risultati negativi dell’ultimo mese e i numeri preoccupanti: cinque sconfitte in campionato, 29 gol incassati e un rendimento altalenante che ha frenato la crescita del gruppo.
Biancolino, approfittando anche della pausa per il corso Uefa Pro a Coverciano, ha voluto fare chiarezza con la squadra su diverse dinamiche interne: dalle esclusioni pesanti delle ultime settimane alle difficoltà fisiche di più di un giocatore, come Manzi e Cagnano o lo stesso Rigione. Dopo gli esami strumentali, Alessandro Milani ha rimediato una lesione distrattiva al flessore destro e Raffaele Russo, invece, è stato evidenziato un trauma contusivo all’ala iliaca di destra con un forte ematoma.
Crespi, Armellino e Insigne hanno continuato a lavorare per recuperare gradualmente i rispettivi acciacchi. Tasselli importanti, in un momento in cui il gruppo ha bisogno di compattezza e di tutte le energie possibili.
La società ha fissato un orizzonte chiaro: le prossime cinque partite, quelle che conducono alla sosta natalizia, rappresentano il vero spartiacque della stagione. Si parte sabato con la trasferta a Bolzano contro il Sudtirol, poi Venezia al “Partenio-Lombardi”, Catanzaro, Palermo e infine Bari, ultimo impegno del 2025.
















