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Quattromilaquattro giorni dopo, l’Avellino torna a respirare l’aria dei playoff per la Serie A. Un’eternità fatta di cadute, ricostruzioni, delusioni e speranze mai sopite. Stasera, al “Nicola Ceravolo”, i biancoverdi riannodano il filo della propria storia affrontando il Catanzaro in una sfida che vale molto più di una semplice qualificazione: vale il diritto di continuare a sognare.

L’ultima volta risale a un’altra epoca calcistica, a un’Irpinia che guardava stabilmente al grande calcio. Da allora sono passati 4004 giorni, ma la fame del popolo biancoverde è rimasta intatta. Lo dimostrano i 750 tifosi pronti a invadere Catanzaro, lo dimostra una provincia intera che questa sera si fermerà davanti a un televisore con il cuore sospeso tra nostalgia e speranza.

La missione resta complicatissima. La storia dei playoff racconta quanto sia raro vedere una squadra arrivata ottava conquistare la promozione. I precedenti sorridono quasi sempre a chi ha chiuso il campionato nelle prime posizioni. Ma il calcio, soprattutto nelle notti da dentro o fuori, sa ribaltare ogni statistica. E l’Avellino vuole aggrapparsi proprio a questo: alla forza dell’entusiasmo, alla leggerezza di chi non vuole smettere di credere.

Davide Ballardini ha preparato la sfida nei minimi dettagli. Pochi giorni per recuperare energie fisiche e mentali dopo il finale di regular season, ma abbastanza per ridisegnare una squadra pronta a giocarsi tutto. Il tecnico dovrebbe confermare il 4-3-1-2 che ha dato equilibrio nelle ultime settimane. Davanti a Iannarilli, simbolo della stagione con quel clamoroso gol al Catanzaro segnato allo scadere un mese fa, agiranno Cancellotti, Enrici, Izzo e Fontanarosa, preferito a Missori per garantire maggiore solidità. 

In mezzo al campo il cuore pulsante sarà ancora Palmiero, chiamato a dettare tempi e geometrie con accanto il dinamismo di Sounas e Besaggio. Più avanti Palumbo agirà da uomo libero, pronto a muoversi tra le linee per accendere la manovra offensiva. Ma la vera novità potrebbe essere davanti: Ballardini pensa a Biasci accanto a Russo. Una scelta che profuma di esperienza e sacrificio, con Patierno e Tutino pronti a cambiare volto alla partita nella ripresa. E attenzione anche alla qualità di Insigne, arma preziosa contro la densità del centrocampo calabrese.

L’Avellino arriva a questa notte sapendo di avere un solo risultato utile. Nessun calcolo, nessuna gestione: serviranno coraggio, lucidità e forse anche un pizzico di follia. Perché certe partite non si giocano soltanto con le gambe, ma con la memoria e con il cuore. Dopo 4004 giorni, l’Irpinia torna a bussare alla porta della Serie A. E adesso nessuno vuole smettere di sognare.

Le probabili formazioni.

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Pontisso, Petriccione, Di Francesco; Liberali, Pittarello; Iemmello. A disp.: Marietta, Borrelli, Esteves, Bashi, F. Jack, Verrengia, Frosinini, Pontisso, Pompetti, Oudin, Rispoli, Buglio, Nuamah, Koffi, D’Alessandro. All.: Aquilani.

Avellino (4-3-1-2): Iannarilli; Cancellotti, Enrici, Izzo, Fontanarosa; Sounas, Palmiero, Besaggio; Palumbo, Biasci, Russo. A disp.: Daffara, Sassi, Armellino, Le Borgne, Kumi, Tutino, Pandolfi, Missori, D’Andrea, Sgarbi, Insigne. Patierno. All.: Ballardini.

Arbitro: Livio Marinelli (Tivoli). Assistenti: Marco Ceccon (Lovere) e Marco Trinchieri (Milano). IV Ufficiale: Alberto Ruben Arena (Torre del Greco). VAR: Francesco Meraviglia (Prato). AVAR: Lorenzo Maggioni (Lecco)