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Lo aveva detto nel corso dell’Assemblea che lo ha eletto Presidente di Confindustria Avellino ed Angelo Petitto lo ha ribadito davanti ai tre candidati sindaco: “Aperti al confronto ma con progetti fattivi e che permettano al capoluogo di riprendersi il suo ruolo di guida dell’Irpinia in termini di investimenti e crescita”.

Il numero uno degli industriali irpini ha accolto Gianluca Festa, Laura Nargi e Nello Pizza in un lungo ( e privato) confronto sul futuro della città.

“Ritenevo opportuno – ha spiegato il Presidente Petitto- convocare i tre candidati sindaco perché, secondo me, la città capoluogo è rimasta ferma negli ultimi anni. Era quindi necessario capire quali siano le loro intenzioni e quale sia la loro visione. Penso che noi imprenditori possiamo dare anche un giusto contributo in termini di visione per quello che sarà il domani di Avellino”.  L’alta velocità, la priorità. Quindi la viabilità, il decoro urbano, per Petitto.

Tocca quindi ai candidato Sindaco.
Come può Avellino diventare attrattiva per investitori che provengono da fuori provincia?

GIANLUCA FESTA
Attraverso servizi, infrastrutture e credibilità. Ovviamente noi paghiamo lo scotto di essere in Campania, una regione nella quale abbiamo la concorrenza di Caserta, Napoli e Salerno su tutte. Però stiamo lavorando bene, anche grazie al grandissimo impegno di una classe imprenditoriale sana, che ci fa onore e che rappresenta il miglior biglietto da visita per i futuri colleghi che vorranno investire in provincia.
Noi continueremo sulla falsa riga di quanto abbiamo già fatto nei primi cinque anni, soprattutto rispetto alla pianificazione. È ovvio che bisogna sempre fare sinergia, anche in relazione ai progetti e agli investimenti: è inutile che ognuno segua una propria strada. Serve una strategia comune, una pianificazione comune rispetto a obiettivi condivisi.
Nelle realtà piccole come le nostre, l’unione, mai come in questo caso, fa la forza. Da questo punto di vista abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con tutte le associazioni, anche perché c’è una volontà condivisa di far crescere il territorio delle cosiddette aree interne, che oggettivamente paga uno scotto iniziale, ma che col tempo riesce a far emergere le proprie risorse, le proprie energie e le proprie competenze.

LAURA NARGI
C
onfindustria oggi  ha creato oggi qualcosa di significativo. Lo sviluppo della città, infatti, parte dalla porta est della città stessa: parte dall’immaginare e pretendere un treno e una stazione funzionante per il capoluogo, perché dobbiamo uscire dall’isolamento delle aree interne.
Questa sera affronteremo i tanti problemi, ma anche le tante possibilità che ha la nostra terra: una terra piena di imprese importanti, ricca di risorse e che deve soltanto crescere.
La politica, le associazioni e Confindustria devono mettersi insieme e guardare nella stessa direzione. Solo così possiamo sviluppare il nostro territorio, trattenere i nostri giovani e farli tornare. Solo così possiamo far crescere l’economia della nostra città.

NELLO PIZZA
A
colteremo soprattutto le indicazioni che arriveranno da Confindustria, perché è chiaro che si tratta di un interlocutore privilegiato, in grado di darci indicazioni importanti anche rispetto a ciò che si aspettano dall’amministrazione comunale.
Ovviamente noi riproporremo il nostro programma e l’idea di costruire una città vivibile, che passa anche attraverso infrastrutture e trasporti, temi che credo siano molto cari a Confindustria.
Lei ha parlato spesso della sistemazione delle strade, che è effettivamente un problema oggettivo. Si può, anche in sinergia con Confindustria, cercare di realizzare qualcosa in più, anche per offrire un biglietto da visita diverso alla città?
Noi avremmo bisogno di tutti per amministrare la città, perché veniamo da momenti difficili e abbiamo anche una situazione finanziaria molto precaria. È chiaro quindi che avremo bisogno del contributo di idee, ma anche del contributo materiale, di tutte le associazioni: Confindustria, Confcommercio, Confesercenti e tutti coloro che potranno dare una mano alla città. Perché la città o si salva tutta insieme, oppure non si salva. Chiaro?”.