Tempo di lettura: 4 minuti

C’è una linea sottile, quasi invisibile, che separa la paura dall’entusiasmo. È su quella linea che si gioca Sampdoria-Avellino, una sfida che racconta due stati d’animo opposti e che, a sette giornate dalla fine, può cambiare il destino di entrambe.

Da una parte c’è una Sampdoria fragile, ferita, risucchiata nuovamente nella bagarre playout dopo sei gare senza vittoria. Dall’altra un Avellino che ha ritrovato certezze, ritmo e soprattutto risultati: tre successi di fila che hanno restituito fiducia e acceso, almeno per un attimo, il profumo dei playoff. In mezzo, un “Ferraris” pronto a spingere ma anche a giudicare, dopo una settimana segnata da tensioni fortissime e da una contestazione che ha lasciato cicatrici profonde.

Il ritorno di Davide Ballardini a Genova è uno di quei dettagli che pesano. Non solo per il suo passato sotto la Lanterna, ma per ciò che rappresenta oggi: l’uomo che ha dato equilibrio e identità a un Avellino che ora non vuole fermarsi. I quasi duemila tifosi biancoverdi al seguito sono la fotografia di un entusiasmo ritrovato, di una squadra che ha riacceso il legame con la sua gente.

Sul piano delle scelte, il tecnico di Ravenna non dovrebbe stravolgere l’impianto. Il 4-3-1-2 resta il punto fermo, ma con qualche novità negli interpreti. Sulle corsie laterali si va verso un doppio cambio: a destra, complice la squalifica di Cancellotti, toccherà a Missori, chiamato a dimostrare di aver ritrovato brillantezza; a sinistra, invece, spazio a Sala, favorito su Fontanarosa. In mezzo alla difesa non si tocca nulla: Izzo e Simic davanti a Daffara rappresentano una garanzia, una coppia ormai consolidata.

Il vero nodo riguarda la mediana. Palmiero, non al meglio ma difficilmente rinunciabile, dovrebbe stringere i denti e guidare il reparto insieme a Besaggio, sempre più convincente nelle ultime uscite. Ai loro lati, Sounas e Palumbo restano i favoriti, ma attenzione alla carta Kumi: l’idea di inserire muscoli e freschezza potrebbe portare a una sorpresa dell’ultima ora.

Davanti, le gerarchie sembrano premiare chi è più in forma. Russo e Patierno sono in vantaggio per una maglia da titolare: il primo arriva da due gol consecutivi, il secondo si è finalmente sbloccato e vuole continuità. Biasci paga un fisiologico calo e potrebbe partire dalla panchina, mentre Tutino, ex atteso, resta una soluzione importante a gara in corso. Possibile anche il rientro di Pandolfi tra le alternative offensive, mentre Sgarbi è out per influenza.

Situazione completamente diversa in casa Sampdoria, dove le scelte sono condizionate più dall’emergenza e dal clima che da reali certezze. Lombardo ha provato più soluzioni, dal 4-3-3 al 4-2-3-1, segnale di una ricerca ancora aperta. L’idea più concreta porta a una squadra a trazione anteriore, costruita attorno al talento di Pafundi, considerato punto fermo.

In difesa si va verso una linea a quattro con Di Pardo a destra e Viti sul centrosinistra, mentre al centro Ferrari resta un riferimento ma potrebbe rifiatare dopo gli straordinari: in quel caso è pronto il giovane Palma. A sinistra, Cicconi è in bilico dopo l’ultima prova negativa e potrebbe lasciare spazio a Giordano.

A centrocampo pesa l’assenza per squalifica di Esposito: sarà Ricci a prenderne il posto, affiancato da Conti, con Henderson che proverà a essere almeno della partita partendo dalla panchina. Ma è davanti che Lombardo sembra voler rischiare di più: Pierini, Pafundi e Begic dovrebbero agire alle spalle di Brunori in un assetto offensivo che racconta tutta la voglia di reagire. È una Sampdoria chiamata a giocare con il fuoco, sospesa tra rabbia e paura. È un Avellino che invece vuole cavalcare l’onda, senza snaturarsi ma con la consapevolezza di poter colpire. Novanta minuti che valgono molto più di tre punti. Perché a questo punto della stagione non si gioca solo per la classifica, ma per cambiare il proprio destino.

Le probabili formazioni:

Sampdoria (4-2-3-1): Martinelli; Di Pardo, Ferrari, Viti, Cicconi, Ricci, Conti; Pierini, Pafundi, Begic; Brunori. A disp.: Henderson, Coda, Soleri, Palma, Riccio, Barak, Casalino, Cherubini, Ghidotti, Coucke, Ravaglia, Depaoli, Giordano. All.: Lombardo.

Avellino (4-3-1-2): Daffara; Missori, Simic, Izzo, Sala; Sounas, Palmiero, Besaggio; Palumbo; Patierno, Russo. A disp.: Pane, Sassi, Enrici, Fontanarosa, Armellino, Insigne, Le Borgne, Kumi, Milani, Tutino, D’Andrea, Pandolfi, Biasci. All.: Ballardini.

Arbitro: Chiffi di Padova. Assistenti: Scatragli di Arezzo e Garzelli di Livorno. Quarto ufficiale: Andeng Tona Mbei di Cuneo. VAR: Serra di Torino. AVAR: Nasca di Bari.