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Il tabù esterno della Scandone Avellino si arricchisce di un nuovo, amaro capitolo al Pala Malè di Viterbo, dove i lupi incassano la quarta sconfitta consecutiva lontano dalle mura amiche. Il 77-75 finale in favore della Stella Azzurra Viterbo non è soltanto il riflesso di un punteggio rimasto in bilico fino all’ultima sirena, ma la fotografia nitida di una squadra che, nonostante un potenziale tecnico indiscutibile, sembra smarrire la propria bussola emotiva proprio nei momenti in cui il traguardo si fa più vicino. La formazione di coach Ciro Dell’Imperio scivola così in un terzo posto condiviso con Angri, vedendo le battistrada allontanarsi in modo forse definitivo e aprendo una riflessione profonda sulla tenuta mentale del gruppo nei finali punto a punto.

Eppure, l’approccio alla gara aveva raccontato una storia diversa. Trascinata da un Duranti in stato di grazia, autore di quattro triple folgoranti in apertura, Avellino aveva dato l’impressione di poter gestire il ritmo a proprio piacimento. La regia di Gay e la solidità di Ragusa nel pitturato avevano garantito un vantaggio costante, capace di toccare anche la doppia cifra nella ripresa. Il cortocircuito è però arrivato nel cuore del terzo quarto, quando la zona 2-3 proposta dai padroni di casa ha iniziato a inceppare gli ingranaggi offensivi biancoverdi. La mancanza di cinismo, unita a una gestione dei falli rivedibile che ha mandato ripetutamente Viterbo in lunetta, ha permesso alla Stella Azzurra di ricucire lo strappo e di presentarsi all’ultimo atto in perfetta parità.

Nelle battute conclusive, la Scandone ha pagato il prezzo di una gestione poco lucida dei possessi decisivi. Nonostante le giocate di peso di Scanzi e gli spunti di Stefanini avessero riportato avanti i lupi, un blackout difensivo letale ha concesso ai laziali un parziale di 7-0 nel momento di massima tensione. Coach Dell’Imperio, nel post-partita, ha puntato il dito proprio sulla superficialità difensiva, colpevole di aver concesso tiri aperti a una Viterbo ormai galvanizzata dalla rimonta. Il finale, risolto in una concitata battaglia di nervi dalla linea della carità, ha premiato la maggiore freddezza della Stella Azzurra, lasciando ai biancoverdi solo il rimpianto per l’ennesima occasione sprecata.

Ora il calendario impone una sosta forzata dovuta all’esclusione di Ferentino, un riposo che sa di ritiro spirituale prima della ripresa fissata per l’8 febbraio ad Angri. Sarà quella la data della verità: in uno scontro diretto che mette in palio pesanti punti playoff, la Scandone dovrà dimostrare di aver smussato quegli spigoli caratteriali che oggi le impediscono di dominare anche lontano dal Pala Del Mauro. Il tempo delle giustificazioni sta per scadere e l’identità difensiva invocata dal coach dovrà diventare, da semplice auspicio, il pilastro su cui costruire il finale di stagione.