“Il Tribunale di Avellino condanna l’AORN Moscati: le ore di cambio turno vanno
pagate, i tempi di vestizione e passaggio di consegna del personale sanitario vanno
obbligatoriamente retribuiti. È illegittima l’imposizione unilaterale dell’Azienda di convertire queste ore in riposi compensativi. A stabilirlo in modo inequivocabile sono le sentenze n. 821 e 822 del 04 giugno 2026 che riconoscono un diritto inderogabile per i professionisti della sanità: chi indossa una divisa per ragioni di igiene pubblica e garantisce la continuità
assistenziale nei cambi turno, ha diritto alla retribuzione di ogni singolo minuto. La contrattazione collettiva nazionale di settore non prevede il riconoscimento di recuperi orari per queste attività poiché ciò si porrebbe in netto contrasto con D.lgs. n. 66/2003″.
Cosìunanota del sindacato NurSind che riportiamo integralmente:
“Il NurSind esprime profonda soddisfazione per l’esito dei ricorsi patrocinati attraverso lo studio legale degli avvocati Roberto e Luca Coppola. I ricorsi vinti da due iscritti, un’infermiera della Neurologia e un infermiere delle Malattie Infettive dell’AORN Moscati, hanno sbloccato una situazione critica: dal 2020 ad oggi, i due professionisti avevano accumulato svariate ore legate ai tempi di vestizione e consegna che l’Azienda non aveva né retribuito né concesso come riposi. La battaglia del NurSind, portata avanti in prima linea dal Segretario Territoriale Romina Iannuzzi e dal Segretario Aziendale AORN Moscati Michele Rosapane, è iniziata oltre sei anni fa. Nel 2020, l’Azienda aveva imposto unilateralmente l’obbligo di fruire delle ore accumulate come recuperi entro tre mesi dalla maturazione. Questa disposizione ha causato l’accumulo forzato di centinaia dio ore nei cartellini marcatempo di infermieri e ostetriche, negando loro il dovuto compenso.
Circa un anno fa, di fronte alla volontà dell’Azienda di azzerare i monte ore accumulati, il NurSind ha reagito prontamente facendo depositare ai propri iscritti numerose diffide, richieste di pagamento e messe in mora, fino ad arrivare ai ricorsi in tribunale. Ieri l’epilogo: il giudice ha riconosciuto il diritto alla retribuzione di queste ore e ha condannato l’Azienda alle spese legali. Una battaglia di principio per tutta la sanità; il mancato pagamento dei tempi di vestizione e consegna e le imposizioni unilaterali sono un problema diffuso ovunque, in particolare in Campania, dove diverse Aziende azzerano periodicamente le ore maturate”.



















