La Segreteria Territoriale NurSind di Avellino ha lanciato oggi un appello ufficiale alla Casa di Cura Malzoni, con sede a Avellino, per l’adeguamento del valore del buono pasto destinato ai suoi dipendenti, che da dieci anni è fissato a 2,00 euro.
Un importo che, secondo il sindacato, non è più adeguato né al costo della vita attuale né alla qualità del lavoro svolto quotidianamente dagli operatori sanitari dell’istituto.
Nel 2016, a fronte di un accordo sindacale, i lavoratori avevano accettato di ridurre temporaneamente il valore del ticket da 3,35 euro a 2,00 euro, in un’ottica di solidarietà verso l’azienda, che si trovava a dover stabilizzare il personale precario.
Quella riduzione, definita come un contributo straordinario e limitato nel tempo, è rimasta invariata, divenendo di fatto una misura permanente.
Secondo la Segreteria NurSind, questo sacrificio è diventato insostenibile, considerando l’aumento dei costi di vita degli ultimi anni.
«Oggi, con il costo della vita schizzato alle stelle, un operatore sanitario non può più accontentarsi di un buono pasto che non copre nemmeno il costo di un panino», ha dichiarato Romina Iannuzzi, segretaria territoriale di NurSind Avellino. «Quello che doveva essere un aiuto temporaneo si è trasformato in un prelievo forzoso che penalizza i lavoratori».
Il sindacato chiede ora l’adeguamento del valore del buono pasto a 5,16 euro, una cifra che, secondo gli standard di mercato, sarebbe in grado di coprire almeno in parte i costi giornalieri dei dipendenti.
In caso di mancata risposta da parte dell’azienda, i lavoratori si riservano il diritto di intraprendere azioni di protesta, fino ad arrivare a un possibile stato di agitazione.
La Casa di Cura Malzoni, che da anni si distingue come punto di riferimento sanitario per la zona di Avellino, è al centro di una vicenda che solleva interrogativi sulla gestione delle risorse e sul trattamento economico riservato al personale che contribuisce quotidianamente alla cura dei cittadini.
Nel comunicato ufficiale inviato alla Direzione amministrativa della Casa di Cura, il sindacato sottolinea la necessità di un cambiamento immediato, considerando che il valore del ticket non è stato aggiornato dal 2016, nonostante il contesto economico sia mutato in modo significativo.
Il sindacato ha sottolineato che l’eventuale mancato adeguamento non solo danneggerebbe il potere d’acquisto dei lavoratori, ma potrebbe anche compromettere ulteriormente il rapporto di fiducia tra l’azienda e i suoi dipendenti.

















