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Il commissario straordinario Giuliana Perrotta traccia il bilancio della sua esperienza alla guida del Comune di Avellino, a pochi mesi  dalla conclusione del mandato.

Lo fa nel corso dell’incontro pubblico ospitato presso la Chiesa del Carmine, durante il quale il prefetto ha ripercorso le tappe principali dell’attività amministrativa svolta in mesi complessi per la città.

Nel suo discorso, Perrotta ha evidenziato le criticità affrontate fin dal suo insediamento: una macchina amministrativa da riorganizzare, scadenze finanziarie da rispettare e una programmazione da rimettere in carreggiata. “Non è stato un percorso semplice”, ha lasciato intendere, sottolineando tuttavia come il lavoro portato avanti abbia consentito di ristabilire equilibrio e stabilità nei conti dell’ente. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione del bilancio, definita un passaggio fondamentale per restituire credibilità istituzionale e serenità alla comunità.

Il commissario ha parlato di un’amministrazione che oggi può contare su basi più solide rispetto al passato, sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello organizzativo. Tra gli obiettivi raggiunti, la razionalizzazione della spesa, il rispetto delle scadenze contabili e l’avvio di procedure necessarie a garantire continuità amministrativa. Un lavoro silenzioso ma strutturale, pensato per consegnare alla futura guida politica un ente in condizioni più stabili.

Non è mancato un riferimento al senso di responsabilità che ha accompagnato ogni scelta. Perrotta ha rimarcato come il ruolo commissariale imponga decisioni improntate esclusivamente all’interesse pubblico, lontane dalle dinamiche del confronto politico. Proprio per questo, ha ribadito di lasciare una città che può guardare avanti con maggiore fiducia, forte di conti in ordine e di una struttura amministrativa rafforzata.

L’incontro si è trasformato così in un momento di rendicontazione ma anche di passaggio simbolico verso la nuova fase che attende Avellino. Un passaggio in cui la gestione straordinaria cede il passo alla politica, con l’auspicio – espresso chiaramente dal commissario – che il lavoro svolto rappresenti un punto di partenza e non di arrivo.

Il bilancio tracciato appare dunque improntato alla prudenza ma anche alla rivendicazione dei risultati ottenuti.