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È l’unica città campana ancora in corsa, dopo l’esclusione di Benevento,  Bacoli,  Città Caudina, Sessa Aurunca e Sala Consilina.
E’ Mirabella Eclano, cuore pulsante della Valle del Calore al confine con il beneventano, nell’epoca romana città di sosta e di mercato sulla Via Appia.
 
Ed è proprio il progetto “L’Appia dei popoli” realizzato dallo studio “Art Thinking” del professor Francesco Cascino ed essere stato selezionato tra i dieci che concorreranno per un posto da “Capitale della Cultura italiana 2028” insieme ad Anagni, Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Sarzana e Tarquinia.
 
Tanto è bastato per far infuriare il sindaco di Benevento, Clemente Mastella  e in generale alimentare dubbi anche da buona parte del web su una scelta che per molti appare politicizzata ( LEGGI QUI) 
 
Getta acqua sul fuoco il sindaco di Mirabella Eclano, Giancarlo Ruggiero, che invita a virare l’attenzione sulla grande opportunità di poter raggiungere un obiettivo, quello della selezione finale, che non sarebbe solo di Mirabella ma di un territorio tutto. Irpino, e pure beneventano, oltre che campano tutto. Perchè in fondo, il nucleo urbano di Aeclanum in antichità si afferma con i Sanniti e la loro successiva romanizzazione.
Ed è per questo che Ruggiero celebra il risulato della sua città come una prima vittoria delle aree interne campane, da lungo tempo considerate marginali rispetto alle grandi città”.

La candidatura  di Mirabella Eclano— basata sul progetto culturale “L’Appia dei popoli” — non è stata costruita solo su elementi turistici, ma come espressione viva di storia, identità e comunità, capace di raccontare un patrimonio autentico e profondo. “Questo progetto valorizza percorsi, tradizioni e riferimenti archeologici come l’antica Aeclanum, considerati fattori chiave per il rilancio culturale e sociale della zona”, rimarca il sindaco.

“Nonostante dentro di me fossi pervaso da un forte ottimismo perché,  vedendo le altre città candidate, molto più grandi, sembrava che non potessimo farcela. Invece hanno voluto premiare non la quantità ma la qualità del progetto”, un altro messaggio indiretto di Ruggiero.

In altre parole per la “finalissima” della Capitale Italiana della Cultura 2028, a fare la differenza è soprattutto la qualità della progettazione.
Adesso è tempo– la chiosa finale del Sindaco- come è accaduto per il G7 dei Ministri dell’Interno, che si è celebrato nella cittadina del Calore, di coinvolgere tutti, per lo sprint finale: “Il mondo dell’agricoltura, quello delle imprese, i cittadini.