I bacolesi non hanno dubbi. “La scelta è stata puramente politica” scrivono in tanti sui social. “Per questo fa ancora più male” continuano i commenti piovosi. Bacoli non è tra le dieci finaliste che potranno concorrere per diventare Capitale della Cultura 2028. Non è bastato avere per la prima volta la condizione favorevole per candidarsi: rappresentare un’ amministrazione comunale che conta due mandati consecutivi.
Come non è bastata la presentazione di un dossier straordinario che sottolinea l’ incremento del turismo durante l’ amministrazione Della Regione, grazie ai lavori di ristrutturazione, manutenzione dei tanti siti archeologici, venti in tutto, di cui Bacoli va fiera. Oggi il murales mostrato alla città dopo l’ Epifania, come biglietto da visita per conoscere la storia di Bacoli, sorto al campo di calcio di Cuma come simbolo di rinascita perchè pensato e realizzato dall’ architetto Alessandro Cimbrone in una zona della città bonificata dopo 15 anni, ha un sapore più amaro.
“Il tributo all’ America’s Cup di Napoli 2027, il lago Fusaro e poi la Casina Vanvitelliana, mille colori energici. È vero, il murales ci è stato donato a sostegno della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028” ci riferisce Josi Della Regione, sindaco di Bacoli che commenta “il rammarico di chi ha lavorato al progetto e di tutti i bacolesi che hanno sperato è anche il mio. La loro interpretazione sul fatto che sia una questione politica, purtroppo sembra giusta: tutte le città scelte per la finale sono amministrate dal centrodestra e hanno avuto contatti diretti con il governo centrale” fa sapere Della Regione.
Campeggiano, tra l’altro, da ieri foto dei ministri dell’ Interno e della Cultura, Matteo Piantedosi e Alessandro Giuli, in visita, lo scorso ottobre, proprio agli scavi archeologici a Mirabella Eclano, cittadina che ha avuto la meglio sulla maestosa Bacoli. A sentire i bacolesi, da parte di Giuli e di Piantedosi nessuna presenza alle inaugurazioni di siti bacolesi di cultura avvenute lo scorso 2025.
Per Josi però l’ obiettivo è stato raggiunto: “Possiamo rammaricarci solo per poco, il nostro intento era fare parlare di turismo sostenibile e di lavorare ai progetti che indipendentemente dalla candidatura saranno portati a termine”. Josi ci racconta, entusiasta, di svariate telefonate ricevute ieri da parte di chi “vuole continuare a lavorare per Bacoli”.
Nel dossier bocciato dal Ministero della Cultura anche la ristrutturazione del Faro di Lago Miseno che sarà comunque “portata avanti, anche se con maggiori sacrifici”. Insomma, Josi promette che la Perla della Campania continuerà a brillare, seppur di luce propria. Forte di una squadra che è riuscita a far rientrare il dissesto finanziario, che da anni faceva ombra su Bacoli, l’ amministrazione Della Regione è riuscita a spostare l’attenzione sulla cultura: Bacoli merita di essere raccontata, non solo per i bradisismi che per sua natura la caratterizzano. “E se anche la Cultura è politicizzata, mostreremo che si può lavorare bene anche se non si è sponsorizzati nelle stanze che contano” promette Josi.



















