Non c’è tempo per rifiatare in casa Avellino Basket. Dopo la battaglia vinta contro Cento, la truppa di coach Gennaro Di Carlo si prepara a una delle trasferte più insidiose del finale di stagione: la sfida infrasettimanale contro la Pallacanestro Forlì. Una gara che, a sette giornate dal termine, profuma già di spareggio per la griglia salvezza e per evitare le secche dei playout.
Di Carlo non si fida della classifica attuale dei romagnoli. Nonostante un’annata altalenante rispetto agli standard d’eccellenza degli ultimi anni, Forlì resta una “corazzata” per mentalità e roster. “Parliamo di una squadra esperta, con giocatori di categoria superiore e uno staff tecnico di assoluto valore che ha già vinto questo campionato”, ha ammonito il tecnico. Il riferimento è chiaro: la fisicità di elementi come Stephens e la fame di punti di una piazza che vuole blindare la permanenza in categoria davanti al proprio pubblico rendono l’impegno ai limiti del proibitivo.
Per tornare dall’Emilia-Romagna con i due punti in tasca, la parola d’ordine è resilienza. Di Carlo è stato categorico: “Su campi del genere non ti regala niente nessuno. Dobbiamo essere capaci di resettare tutto e mettere in campo un extra-effort. Spesso si dice il 110%, ecco: stavolta serve davvero qualcosa di non regolare se vogliamo avere chance”.
Dopo la faticosa vittoria contro Cento, il tema del recupero fisico è centrale, ma il tecnico punta tutto sulla tenuta mentale dei suoi “veterani“: “Dobbiamo ragionare una partita alla volta. Sotto il profilo della condizione, contro Cento la squadra ha mostrato una resistenza importante. Negli infrasettimanali bisogna saper ricaricare le batterie, soprattutto quelle mentali. Siamo a otto mesi dall’inizio della stagione, i giocatori sono esperti e ormai c’è l’abitudine a questi ritmi. La concentrazione farà la differenza“.
In chiusura, Di Carlo lancia un messaggio chiaro al gruppo sulla posta in palio, che definisce “altissima” per entrambe le compagini: “In questo finale di stagione la differenza la farà la capacità di voler prendere queste partite che possono cambiare il senso di un’annata. Mi spiego meglio: la cattiveria agonistica che dobbiamo mettere in campo deve essere molto alta. Sarà questa forza mentale a decidere se torneremo a casa con la vittoria”.

















