Una vittoria che profuma d’impresa, strappata al cronometro e alle statistiche. Coach Gennaro Di Carlo non nasconde la soddisfazione per il blitz di Avellino sul parquet dell’Urania Milano, ma la sua analisi in sala stampa è un misto di pragmatismo e adrenalina. “Siamo venuti qui per una partita difensiva importante, ma tutto è stato tranne che quello”, esordisce con estrema onestà. Il tecnico punta il dito sulla difficoltà di arginare il basket fluido dei milanesi, capaci di colpire con Amato e Potts laddove la difesa irpina è arrivata spesso in ritardo. Eppure, se la tattica ha vacillato, il carattere ha risposto presente. Il dato chiave? I rimbalzi. “Milano mediava oltre 41 carambole a gara; noi siamo riusciti a vincere questa battaglia di misura. La squadra è stata reattiva, l’ha voluta”.
L’attacco ha fatto il resto, cavalcando i punti deboli avversari con un monumentale Dell’Agnello (26 punti) e un glaciale Pullazi (21 punti), capaci di ribaltare un’inerzia che pareva segnata. Poi, il finale da thriller: “A cinque secondi dalla fine eravamo pronti per il timeout, ma ho urlato solo una cosa: rimbalzo! Perché in quegli istanti può succedere di tutto”. E il “tutto” è accaduto in un decimo di secondo, condannando un’Urania che aveva condotto per quasi 40 minuti. “Vincere qui è tanta roba”, conclude Di Carlo. “Dispiace per chi vede sfumare così una gara dominata, ma stasera ridiamo noi. Guardiamo avanti con rinnovato ottimismo”. Avellino espugna Milano: non è stata la partita perfetta, ma è stata quella del cuore.
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